Mercoledì, 07 Dicembre 2022

ALLENATORI NOVARA - Semioli inserisce nel suo staff per la panchina della Primavera, Christian Viola, ex tecnico della Juniores del Chieri. Il responsabile del settore giovanile Fabbrini, nomina Simone Olivi come tecnico dell'Under 17 e Simone Vecchio per l'Under 15


Il Novara ha completato il roster di allenatori per la prossima e imminente stagione, la prima dal ritorno nei professionisti. Il settore giovanile azzurro, capitanato dall’ex Torino Andrea Fabbrini, si presenterà ai nastri di partenza con le formazioni Primavera, Under 17 e 15. L’Under 19 azzurra sarà guidata in panchina da Franco Semioli, anch’esso proveniente dal Torino dopo aver assunto i panni di tecnico di Under 16, 17 e 18 granata, raggiungendo in tutte le stagioni i playoff scudetto. Prima ancora le esperienze con l’Under 17 della Pro Vercelli e la Juniores Nazionale del Chieri, da cui si aggregherà un membro del suo staff. Il vice di Semioli sarà infatti Christian Viola, fino alla scorsa stagione al timone della Juniores Nazionale del Chieri (ora allenata da Simone Loria) che ha condotto a giocarsi il turno preliminare dei playoff. Il Novara affiderà la panchina dell’Under 17 a Simone Olivi, proveniente dal biennio nel settore giovanile dell’Alcione Milano in cui ha allenato i gruppi 2008, 2009 e i 2004 e 2006. Si è formato nei settori giovanili delle formazioni venete di Giorgione Calcio e Cittadella. Ha conseguito anche il diploma da match analyst. Per l’Under 15 è invece stato nominato tecnico Simone Vecchio. Classe 1985, per quindici anni nella scuola calcio della Juventus, ha avuto esperienze in Sisport e da responsabile della scuola calcio della Torinese.

1^ GIORNATA – Vittoria all’esordio per la formazione del nuovo mister Giuseppe Scurto. 0-1 finale maturato nella prima frazione grazie a un’invenzione di Ansah che ha permesso ai granata di andare all’intervallo col risultato favorevole. Nella ripresa i granata resistono agli attacchi dei padroni di casa e ottengono un successo di misura


Al centro sportivo Asseminello, il Torino Primavera esordisce in campionato e dà il via alla nuova era con Giuseppe Scurto in panchina. E’ una formazione spregiudicata quella granata, aggressiva e vogliosa di fare la partita. Mentre tutti si aspettano il predominio del Cagliari, dopo un’iniziale fase di studio, sono i torelli ad avere la miglior occasione delle prime battute di gioco. Tocca ad Ansah al 9’ impensierire il portiere avversario con una conclusione di destro scaturita da una rimessa laterale. L’attaccante granata sfiora di poco la traversa. Più avanti ci prova anche Gineitis, da fermo. La punizione battuta dal lituano anche in questo caso va di qualche centimetro più alto dello specchio di porta. La gara non presenta ritmi granché alti. Molto spezzettata, a causa di qualche interruzione dovuta a scontri duri tra alcuni interpreti. Si gioca prettamente nella metà campo dei padroni di casa, con quest’ultimi che una volta recuperata palla tentano di colpire gli avversari in contropiede. Alla mezz’ora il Toro va vicino a coronare i maggiori sforzi con Gigi Caccavo. L’attaccante riceve palla spalle alla porta in area di rigore, per poi fare perno su un difensore e girarsi. Con lo specchio tutto osservabile, calcia col destro optando per la potenza. La conclusione è centrale e il portiere del Cagliari può deviare in calcio d’angolo. Dopo quest’occasione, la gara vive una frazione più frizzantina, che si rivela soltanto illusoria. E’ un match che si fonda su duelli, anche particolarmente accesi. Le azioni da gol stentano ad arrivare, qualche lampo singolare, come quello del 40’ di Ansah. Il granata riceve in area di rigore inventandosi una conclusione che scavalca il portiere e va ad infilarsi in rete per un meritato vantaggio Toro. La prima frazione si chiude coi granata in attacco, ma che nei minuti di recupero concedono una buona chance al Cagliari. Il tiro viene scoccato al limite dell’area da Pulina. La palla gira e va a chiamare in causa Passador che deve volare per mettere in angolo. L’unico acuto dei rossoblù, prima di tornare nuovamente negli spogliatoi col Toro avanti di un gol. Nella ripresa, il Cagliari alza i giri del motore. Pressing continuo e altissimo degli uomini di Filippi per mettere in difficoltà la squadra di Scurto, che prova a rifiatare scatenandosi in contropiede. Dopo cinque minuti, Ansah ha la possibilità di scappare da solo per trasformare la rete del raddoppio e della doppietta personale. La sua corsa verso la porta cagliaritana si interrompe però sulla trequarti, dove c’è un difensore rossoblù che con coraggio, da ultimo uomo, scippa il pallone all’attaccante del Toro. Opportunità per il raddoppio sprecata anche da Gigi Caccavo al 55’ che dal versante mancino porta palla, entra in area, ma al momento del tiro viene bloccato dalle sue riflessioni, con i difensori del Cagliari ad allontanare. Successivamente il Cagliari prova a punire i granata con una conclusione da fuori area di Carboni, col suo destro rasoterra che viene neutralizzato dal tuffo di Passador. Scurto fa i suoi primi due cambi, sostituendo Weidmann e Ansah per inserire Dell’Aquila e Jurgens, ma qualche istante dopo a rendersi pericoloso è nuovamente il Cagliari con un’altra conclusione da fuori area di Pulina che termina di poco fuori. Interessante il break di Dell’Aquila al 63’ che supera diversi uomini per entrare in area e provare a infilare il portiere sul primo palo. Il suo tentativo si spegne sull’esterno della rete. Il Toro resiste alle scorribande della formazione di casa e gioca di rimessa. Al 79’ Dell’Aquila mette ancora in apprensione la difesa avversaria con la conclusione fermata ancora da Lolic. Sul capovolgimento di fronte è da segnalare il doppio intervento di N’Guessan che prima fronteggia splendidamente Vinciguerra lanciato a rete, poi dice di no anche all’accorrente Carboni. Il Toro deve resistere e stringere i denti. A tre dalla fine Passador deve smanacciare sulla traversa un tiro-cross da destra di Masala. L’arbitro concede ben sette minuti di recupero, ma la sostanza non cambia. Il Toro dopo dieci anni a digiuno, riesce a tornare dalla Sardegna con in tasca i tre punti.

CAGLIARI-TORINO 0-1
RETI: pt 40’ Ansah
CAGLIARI: Lolic, Idrissi, Palomba, Pulina (st 22’ Deriu), Carboni, Cavuoti, Masala, Caddeo (st 35’ Konate), Vitale, Vinciguerra (st 43’ Mameli), Sulis. A disp.  Iliev, Conti, Pintus, Kosiqi, Cogoni, Belloni, Arba, Yanken, Martino. All. Filippi
TORINO: Passador, Anton, N’Guessan, Gineitis, Caccavo (st 22’ D’Agostino), Ansah (st 13’ Jurgens), Antolini (st 39’ Njie), Dellavalle, Dembele, Weidmann (st 13’ Dell’Aquila), Ruszel. A disp. Brezzo, Pietrolungo, Gaj, Wade, Rettore, Azizi, Dalla Vecchia, Bura, Marchioro. All. Scurto

 

1^ GIORNATA – I bianconeri chiudono avanti la prima frazione grazie al gol di Mbangula. Nella ripresa i bianconeri soffrono la pressione del Sassuolo, accentuatasi dal rosso diretto mostrato a Strijdonck per aver mimato una testata nei confronti di un avversario. Bruno pareggia i conti e nel finale viene espulso il portiere dei neroverdi, ma è troppo tardi. La Juventus deve accontentarsi di un punto all’esordio


Il corso di Andrea Bonatti in bianconero si è interrotto al Ricci di Sassuolo. Una sconfitta con la Roma in semifinale che ha messo fine ai sogni scudetto della Juventus Under 19. Il nuovo assalto al tricolore della Vecchia Signora riparte, in un’inedita data post ferragostana, proprio nello stesso impianto del k.o. di qualche mese fa, in un confronto ricco di curiosità col Sassuolo del confermatissimo Emiliano Bigico. Per la Juventus è l’inizio di una nuova era, che vedrà come protagonista in panchina Paolo Montero. Il tecnico uruguagio nella sua partita d’esordio non scompone più di tanto il vestito tattico della sua formazione. Il 4-4-2 rimane ancora il modulo prescelto. In porta figura Scaglia. Rouhi nel ruolo di terzino a sinistra, col rientrante dal prestito Valdesi sulla fascia opposta. Al centro Della Valle e il nuovo capitano Citi. Hasa e Doratiotto in mediana, mentre sono Maressa e Mbangula a partire sull’esterno. Davanti il tandem Nicolò Turco e il nuovo innesto Yildiz. E’ una Juventus che, come nell’era Bonatti, ambisce a far la partita e a mantenere con continuità il possesso. Dall’altra parte c’è un Sassuolo aggressivo in pressing, forse anche fin troppo. Dopo un paio di minuti c’è già un uomo a terra: l’estremo difensore bianconero Scaglia, colpito duramente sul volto da Abubakar, scomposto nel tentativo di agganciare un cross in area di rigore. Il portiere giocherà il match da quel momento in avanti con una fasciatura sulla testa. Al 6’ è chiamato al primo intervento, raccogliendo in presa bassa il cross sul primo palo da destra del neroverde D’Andrea. La pressione neroverde invita la Juventus a ritenere il lancio verso le punte una buona opzione, come quando all’8’ Valdesi dalla propria area di rigore serve Yildiz al bacio in profondità, con il turco che riesce ad agganciare il pallone col petto, senza però stopparlo. Con lo scorrere delle lancette, la proposta della Juventus cresce di peso, restituendo la stessa moneta, con i bianconeri ad avere la meglio sulle seconde palle e ad assumere maggiore autorità sullo svolgersi del gioco. Yildiz prova a illuminare la serata dei suoi con qualche giocata visionaria, senza però sortire alcun effetto. Dall’altra parte Hasa risolve più di qualche problema su qualche leggerezza in fase di impostazione, per poi riconsegnare ingenuamente palla agli avversari, poco lesti nell’approfittarne. Prova a far meglio Mbangula, che al 16’ scambia coi tempi giusti con Yildiz, brucia due difensori in velocità e con una zampata ad anticipare un tentativo disperato di intercetto. Il belga si ritrova così da posizione defilata per calciare. Scocca il sinistro, ma è un proiettile a salve, diretto sul corpo del portiere. Il belga si rifà alla grande al 21’, sempre con la collaborazione azzeccata di una delle due punte. Questa volta è Turco a restituirgli il pallone con un intelligentissimo tacco. Mbangula può scatenare la sua rapidità per azzannare la sfera, mettendo il piede destro sul pallone prima del tentativo in scivolata di un avversario. Arriva a tu per tu col portiere per poi toccare morbido verso la porta difesa da Zacchi in uscita. E’ gol e la nuova stagione dei bianconeri inizia in discesa. E’ anche merito di un fantastico Scaglia se le prospettive della squadra di Montero rimangono pressocché intatte. Martini, cinque minuti dopo il gol, supera Mbangula e allarga per D’Andrea sulla fascia destra. Dai suoi piedi parte un cross perfetto per Russo che calcia di prima intenzione. Scaglia d’istinto si supera con una gran parata da pochi passi e mantiene il risultato a tabellino. Non deve invece intervenire il numero uno bianconero quando alla mezz’ora ci prova D’Andrea da fuori area col mancino, senza però inquadrare lo specchio. Il 10 neroverde è il più propositivo dei suoi in questa fase di match, macchiata per la Juventus dalle ammonizioni di Hasa e Rouhi. Il Sassuolo è sprecone. Al 34’ Pieragnolo scodella un pallone al centro. Si agita un parapiglia in cui ha la meglio Loeffen che da pochi passi può tirare. Non inquadra la porta e il risultato rimane lo stesso. La Juve prova a raddoppiarlo un paio di minuti più tardi. Yildiz nelle vesti di playmaker imbuca per il taglio di Turco. L’attaccante bianconero cade in area di rigore, ma per l’arbitro viene prima il fischio del fuorigioco che quello del penalty. Nel capovolgimento di fronte è ancora D’Andrea a creare delle grane alla retroguardia di Montero. Al contatto con Citi cade a terra. I neroverdi chiedono il calcio di rigore. Il direttore di gara non è dello stesso avviso. Al duplice fischio le squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-1 in favore della Juventus. Al rientro in campo, Montero getta nella mischia Nonge al posto di Maressa. Il Sassuolo spinge sull’acceleratore per rimettere la gara in situazione di parità. La Juventus riesce comunque a resistere agli attacchi della formazione di Bigica. Ci mette del suo anche uno Scaglia subito in grande spolvero, che al 52’ si cimenta in un altro miracolo. Bruno prova a scardinare con una serie di dribbling la retroguardia bianconera. Un rimpallo favorisce Abubakar che serve Kumi. L’otto neroverde fa tutto bene superando in scioltezza sia Rouhi che Citi. All’appuntamento con Scaglia, prova a piazzarla col destro ma è ancora Scaglia a dirgli di no smanacciando in corner. L’azione successiva è ancora Kumi a rendersi pericoloso, riuscendo questa volta a superare Scaglia con un pallonetto che si trasforma in un assist involontario per Abubakar, che da due passi non riesce a correggere di rete a pochi centimetri dalla linea di porta. Tre minuti più tardi è ancora forcing Sassuolo. Martini si rende protagonista di una sgroppata sulla fascia destra. Giunto in area manda in bambola Rouhi con due finte per poi calciare verso il primo palo: conclusione imprecisa che termina alta. Montero vuole dare una scossa ai suoi e inserisce Strijdonck per Mbangula. Una sostituzione che non sembra sortire effetti. E’ ancora il Sassuolo a rendersi pericoloso, questa volta cercando l’effetto sorpresa. Ci prova infatti Casolari dalla lunga distanza col destro. Il pallone per sua sfortuna sfiora il palo. La partita di Strijdonck ha brevissima durata. Al 67’ l’olandese perde la testa. A gioco fermo, mima una testata verso Pieragnolo. L’arbitro assiste a tutta la scena e reputa il comportamento dello juventino inammissibile. E’ rosso diretto e inferiorità numerica per una Juventus già parecchio in difficoltà. Montero studia le contromosse e inserisce Pisapia e Stefano Turco per Doratiotto e Yildiz. Il vantaggio bianconero è però destinato a frantumarsi in breve lasso di tempo. Al 72’ Cinquegrane a destra cambia gioco per il liberissimo Pieragnolo, che ha tutto il tempo di mettere al centro una palla rasoterra per Bruno che deve soltanto appoggiare in rete il gol della parità. La Juventus appare provata dal doppio colpo subito. Un accenno di reazione arriva al 76’. Stefano Turco in area di rigore fa buon gioco spalle alla porta. Tocca dietro per Pisapia che col corpo scoordinato calcia alle stelle. Il Sassuolo ne ha comunque di più e attacca senza interruzioni. Leone all’82’ trova un’autostrada sulla fascia destra per calciare verso il primo palo. Il tiro è potente, ma anche questa volta Scaglia si distende e allontana cattivi pensieri. Montero inserisce Anghelè al posto di Nicolò Turco e proprio il neoentrato spreca il colpo del match point. Contropiede condotto da un’ottima progressione in velocità di Nonge. Il 22 ara la fascia destra per poi con uno scavetto morbido servire Anghelè in ottima posizione. Il neo entrato va di testa ma non inquadra la porta. Nei tre minuti di recupero nessuna occasione di rilievo se non un’altra follia, questa volta in tinte blu, cioè della divisa da portiere del Sassuolo. I neroverdi perdono palla a centrocampo, consegnandola a Hasa. Il centrocampista apre d’esterno un lungolinea per Nonge, che mentre corre verso il pallone viene abbattuto veementemente da Zacchi, il quale ha lasciato la porta sguarnita per interrompere l'azione bianconera. Rosso diretto a trenta secondi dalla fine. Il successivo triplice fischio, dopo tre di recupero,  interrompe le ostilità e mette in cassaforte il risultato finale di 1-1.

 

SASSUOLO-JUVENTUS 0-1
RETI: pt 21’ Mbangula (J), st 25’ Bruno (S)
SASSUOLO: Zacchi, Loeffen, Pieragnolo (st 32’ Mandarelli), Casolari, Abubakar (st 20’ Leone), Kumi (st 33’ Foresta), Russo, D’Andrea, Miranda, Martini (st 20’ Cinquegrano), Bruno (st 32’ Baldari). A disp. Rosa, Theiner, Lolli, Mata, Zafferri, Cannavaro, Henriksen, Zaknic, Sasanelli. All. Bigica
JUVENTUS: Scaglia, Valdesi, Dellavalle, Citi, Rouhi, Maressa (st 1’ Nonge), Doratiotto (st 24’ Pisapia) , Hasa, Mbangula (st 13’ Strijdonck), Turco N (st 37’ Anghelè), Yildiz (st 25’ Turco S). A disp. Vinarcik, Daffara, Hujsen, Domanico, Galante, Solberg, Moruzzi, Morleo

ALLENATORI TORINO – I granata mantengono salda la posizione di Asta in Under 18, mentre per il resto le panchine granata subiranno degli sconvolgimenti. Parisi in Under 17 al posto di Veronese che rimarrà al Toro ma in Under 16, così come La Rocca che passa all’Under 14 con Della Morte in Under 15. Comunicate anche le date di inizio preparazione e dei rispettivi campionati


Il Torino, attraverso un comunicato ufficiale apparso sul proprio sito, scioglie gli ultimi dubbi relativi alle panchine delle giovanili per la stagione 2022-2023. Si parte da una confemra, cioè quella di Antonino Asta alla guida dell’Under 18, dopo una prima annata conclusa al primo turno dei playoff. Nome nuovo invece per quanto riguarda l’Under 17 granata. Il tecnico è ora Aniello Parisi, reduce dall’esperienza in Lussemburgo al Football Club Swift Hesper, oltre a un passato che lo ha visto sulle panchine di Crotone Primavera e Roma Under 18. Prenderà dunque il posto di Marco Veronese, nonostante l’ex allenatore del Parma rimarrà lo stesso nello staff. Siederà sulla panchina dell’Under 16, fino a qualche settimana fa intestata a Franco Semioli, il quale molto probabilmente si accaserà al Novara, dove seguirà il prossimo responsabile del settore giovanile azzurro Andrea Fabbrini, in rottura col club granata. Un altro stravolgimento è quello che interessa l’Under 15. Al comando non ci sarà più Antonio La Rocca, retrocesso in Under 14 nonostante un buon cammino stagionale, chiusosi con l’amaro dell’eliminazione ai quarti dei playoff scudetto. Lo sostituirà Ivano Della Morte, tecnico classe ’74, con un passato da giocatore nelle giovanili del Torino e da allenatore in quelle della Juventus, alla guida degli Allievi Nazionali, oltre a Canavese e Borgaro. Nelle stesse righe pubblicate dalla società granata, vengono anche rese   note le date di inizio preparazione (2 agosto per l’Under 18, 26 luglio per l’Under 17, 9 agosto per Under 16 e 15) e dello start dei rispettivi campionati (18 settembre per l’Under 18, 4 settembre Under 17, 25 settembre per Under 16 e 15).

SG NOVARA – Gli azzurri si separano dopo una sola stagione dal responsabile del settore giovanile Massimo Venturini. In attesa di ufficialità, il sostituto sarà Andrea Fabbrini, ex dirigente di Torino e Pro Vercelli


Clamorosa indiscrezione quella che giunge dalle parti di Novara. Gli azzurri sono in procinto di separarsi da Massimo Venturini, l’uomo scelto la stagione passata per la ricostruzione del settore giovanile dopo il fallimento. Il rapporto si concluderà dopo una sola annata e si ha già il nome del probabile sostituto. In attesa di conferme ufficiali da parte della società, il prossimo responsabile del settore giovanile del Novara sarà Andrea Fabbrini, ex dirigente delle formazioni giovanili del Torino. In granata ha assunto dal 2013 al 2017 la mansione di capo degli osservatori, nel team capitanato da Massimo Bava, oltre ad aver assunto il ruolo di coordinatore tecnico delle giovanili. Nel mezzo anche il biennio da responsabile del settore giovanile della Pro Vercelli. A lui il compito di rilanciare una realtà dalla grande tradizione che, da questa stagione, si riaffaccerà al professionismo con le formazioni Primavera, Under 17 e 15. L’ufficialità della nomina di Fabbrini è prevista per la prossima settimana.

PEROTTI JUVE - Tra i protagonisti della promozione in D della prima squadra del Chisola, l'ex Torino Clemente Perotti sarà a disposizione del nuovo ciclo dell'under 19 bianconera con Montero in panchina. È il terzo giocatore che quest'estate passa dal Chisola ai bianconeri

Si completa il tris di affari di mercato che coinvolge il Chisola e la Juventus. Clemente Perotti si trasferisce ufficialmente in bianconero, al servizio della Primavera del nuovo tecnico Paolo Montero.Perotti ha un passato nel Torino, di cui è anche tifoso. Nel 2018 viene acquistato dal Chisola. Le stagioni nelle giovanili, prima di quella dello scorso anno da 30 presenze in Eccellenza, poi culminata con la promozione in Serie D. Si tratta del terzo passaggio dal Chisola alla Juventus di quest'estate. Prima Simone Fassino, attaccante classe 2010, e in un secondo momento   il 2007 Adam Boukhanjer, altra punta dalle qualità sopraffine. Clemente Perotti è un giocatore piuttosto completo. Segna, fa segnare e all'occorrenza fa tanta lotta a centrocampo. Giocatore di grande personalità, proverà dunque a guadagnarsi spazi importanti nell'under 19 bianconera e a portare lui stesso l'esperienza accumulata a contatto con il calcio dei grandi. 

INTERVISTA – E’ passato un solo anno dalla ricostruzione del nuovo Novara, sorto dalle macerie di un doloroso fallimento. Tra i protagonisti di questa repentina ripartenza c’è anche Massimo Venturini, responsabile del settore giovanile azzurro, chiamato a un altro banco di prova importante dopo quello ancora più faticoso della stagione scorsa. L’obiettivo è riportare il settore giovanile ai livelli che per tradizione gli spettano. Il tutto senza fare il passo più lungo della gamba, affrontando di stagione in stagione nuove sfide sempre più ambiziose


Direttore, come vi affacciate a questo ritorno delle giovanili del Novara tra i professionisti? C’è tanta voglia di riprendere un cammino interrottosi col fallimento?

Sicuramente, solo che bisogna fare un passo alla volta. Non si può pensare che dall’oggi al domani si possa ottenere il massimo. Quest’anno abbiamo rinforzato tutte le squadre e stiamo cominciando a mettere i primi mattoni per poter nel giro di due anni diventare competitivi al massimo

Facendo invece un passo indietro. Come si ricrea un settore giovanile di un nome come il Novara praticamente da zero?

Noi siamo partiti l’anno scorso a settembre con tutti i giocatori che erano andati via. Ci siamo mossi e siamo riusciti a mettere in piedi le basi su cui poi poter lavorare. Adesso chiaramente le squadre le abbiamo già abbastanza rinforzate e si può vedere al futuro con ottimismo

La prossima stagione è ancora di più un banco di prova per questa nuova società?

Sicuramente sì, anche perché da quella dell’anno scorso diversi giocatori li abbiamo tenuti, anche di abbastanza validi. In più ne abbiamo presi alcuni che miglioreranno le squadre. Chiaro che cerchiamo di fare le cose gradualmente, cercando comunque di migliorarci di stagione in stagione

C’è qualcosa che la preme maggiormente in vista della prossima annata?

L’anello principale del settore giovanile è portare i ragazzi in prima squadra. Questo è l’obiettivo, la valorizzazione dei giovani. Anche perché è quello che permette alla società di avere dei risultati anche in termini economici – spiega Venturini - Chiaro poi che un’altra cosa che mi preme è di provare a essere competitivi, ma molto dipende anche dagli avversari con cui giochi e come son messi

A quali campionati parteciperete?

Avremo una Primavera, l’Under 17 e Under 15. Queste sono le categorie obbligatorie per partecipare alla Lega Pro. Poi non bisogna scordare che l’anno scorso siamo partiti da zero, senza un giocatore. Ci vogliono almeno due anni di lavoro per poi poter dalla prossima stagione fare tutte le categorie. E’ chiaro che bisogna lavorare un passo alla volta per evitare il rischio di farsi travolgere

Chi sarà alla guida di queste tre squadre?

L’ufficialità la daremo la prossima settimana. Abbiamo incontrato diversi allenatori ed entro fine settimana prenderò le decisioni

Infine, come è nato l’accordo con lo Sparta Novara per esordienti e pulcini?

Noi siamo partiti solamente con l’agonistica. La Sparta Novara e Novara Academy sono società con cui ho ottimi rapporti, anche di amicizia con il presidente. A noi l’agonistica ci interessa, la scuola calcio in questo momento un po’ meno. Non per altro, perché toglieremo le risorse al territorio ed è una cosa che non andrebbe bene




 

INTERVISTA - Corrado Buonagrazia festeggia la sua quinta stagione nell’organigramma dell’Alessandria con un vero e proprio premio per il lavoro condotto in questi anni in seno alla società. L’ex tecnico fra altre di Pro Vercelli e Juventus diventerà il nuovo responsabile del settore giovanile grigio, in sostituzione di Massimo Cerri. Una dimostrazione di grande stima da parte dei piani dirigenziali, che hanno visto in Buonagrazia l’uomo giusto per scrivere un nuovo capitolo del settore giovanile improntato anche su un discorso di continuità con le esperienze precedenti.


Come nasce la nomina a responsabile del settore giovanile dell’Alessandria? Che cosa l’ha convinta ad accettare questo incarico?

Quando ti propongono un incarico del genere non è che ci sia tanto da essere convinti… Io nel mio percorso professionale ho portato avanti un lavoro che mi ha reso una figura di estrazione tecnica, in grado anche di maturare conoscenze di carattere gestionale e organizzative, cioè quelle che deve possedere un responsabile del settore giovanile – dice Buonagrazia – Ciò che principalmente mi ha fatto dire sì è la stima che ripone nei miei confronti il presidente Di Masi e in generale la società Alessandria e in più il fatto di aver condiviso insieme a loro una progettualità sul settore giovanile che, nonostante il periodo di incertezza della società, comunque può dare garanzie di continuità ai nostri tesserati, che è la cosa che mi preme maggiormente

Quindi una proposta frutto di buone sensazioni maturate negli anni trascorsi in società?

Sì, esattamente. La prossima stagione sarà la quinta di permanenza nell’Alessandria. Molte figure importanti sono andate via, come l’ex responsabile Nereo Omero. Io sono dunque attualmente quella più longeva a livello gestionale all’interno del settore giovanile

Cosa cambia quando si passa a un'altra mansione all'interno di una stessa realtà?

Più che cambiare, in questo caso aggiungerò dei pezzi. Se fino a questo momento il mio ruolo era quello di supervisionare, coordinare e analizzare attentamente tutto ciò che avveniva in campo, adesso devo fare più attenzione alla parte gestionale legata ai giocatori per quelle che possono essere trattative o altro – aggiunge – La mia deformazione professionale mi terrà comunque sempre attaccato al recinto di gioco, anzi proprio dentro, perché credo che per seguire gli sviluppi di un giocatore non si possa pensare di farlo soltanto a luglio o agosto quando lo si sceglie. Lo si deve vedere giorno per giorno, negli allenamenti e ovviamente nelle partite. E’ un modo diverso di seguire il calcio giocato, ma alla fine sempre in campo si fa ritorno

C’è un aspetto che la preme maggiormente all’affacciarsi a questo nuovo percorso?

L’obiettivo mio e dell’Alessandria Calcio è quello di ritornare a creare una base sociale. E quando uso queste due parole, intendo riallargare l’interesse e la base dei nostri tesserati sui più piccoli e quindi ritornare il più possibile verso il territorio. Dopodiché, per quello che riguarda le fasce agonistiche, quello che mi interessa è che dentro un percorso fatto di obiettivi sportivi ci sia però la condizione di pari opportunità, cioè che tutti i ragazzi possano avere le occasioni per misurarsi e dimostrare il loro valore all’interno delle scelte che andremo a fare – continua Buonagrazia – Poi salendo in alto è chiaro che l’obiettivo della Primavera non può che deciderlo il campionato stesso che chiaramente sarà quello di provare a tentare la salvezza

Ha già in mente i nomi della squadra con cui lavorerà?

In questo momento no. Sto facendo ancora delle chiacchierate con tutte le figure che ho a disposizione – dice Buonagrazia – L’unico nome da cui vorrò sicuramente ripartire, anche se ancora non so dove verrà collocato, è Fabio Rebuffi, che rappresenta il percorso tecnico degli allenatori e dei ragazzi dell’Alessandria Calcio. Cercherò comunque di lavorare il più possibile con l’organico e l’organigramma che arriva dalla stagione precedente

 

ALESSANDRIA - I grigi si separano dopo una sola stagione da Massimo Cerri. Al suo posto Corrado Buonagrazia, già coordinatore tecnico del club


L’Alessandria cambia responsabile del settore giovanile dopo una sola stagione. Il club grigio ha infatti reso nota la nomina di Corrado Buonagrazia, dopo il superamento a pieni voti della prima edizione del corso organizzato dal settore tecnico della FIGC. Già nei ranghi dell'Alessandria dal 2018, il suo è un percorso che parte dalla Juniores Provinciale. Dal Livorno Ferraris, in cui inizia ad allenare a soli 22 anni, per poi proseguire con Trino e Pro Vercelli. Resta nelle fila della bianche casacche fino al 2010, quando la Pro viene esclusa dalla Serie C2. Si sposta di qualche chilometro, a Santhià. Qui guida la Juniores Nazionale fino alle fasi finali di categoria, da cui vengono eliminati dal Venezia. Le stagioni 2012-2013 e 2013-2014 le passa alla guida degli Allievi della J Star. Il primo anno poggia le basi per la vittoria che arriverà l'anno seguente sia in ambito piemontese sul Chieri che in quello nazionale contro il Rapallo Bogliasco. Da lì la Juventus come collaboratore dei Giovanissimi Nazionali e il ruolo di responsabile tecnico della Sisport, società dell'universo bianconero in chiave giovanile. Nel 2017-2018 fa ritorno alla Pro Vercelli per allenare l'Under 17. L'esperienza dura solo un anno. Buonagrazia va all'Alessandria , dove svolge il ruolo di coordinatore tecnico delle giovanili. Ora la grande occasione da responsabile del settore giovanile, al posto dell'uscente Massimo Cerri. Il comunicato ufficiale del club mandrogno: 

“Dopo aver superato a pieni voti la prima edizione del corso organizzato dal settore tecnico della FIGC, Corrado Buonagrazia è il nuovo responsabile del Settore Giovanile dell’Alessandria Calcio per la stagione 22/23. Nel formulargli i migliori auguri per il lavoro che lo attende, la società rivolge un sincero ringraziamento a Massimo Cerri per la professionalità, la competenza e le doti tecniche e umane con cui ha svolto il proprio incarico”.

FINALE - I piemontesi dopo una stupenda cavalcata capitolano nell'atto conclusivo. A imporsi è il Montespaccato Savoia per 1-3, inutile la rete di Ruci della seconda frazione. A incidere è la doppietta di Selvadagi


La sconfitta per 1-3 rompe i sogni di gloria dell'Acqui. A laurearsi campione nazionale è il Montespaccato Savoia. A Matelica sono i laziali a sbloccare il risultato intorno alla mezz'ora della prima frazione, grazie al timbro di Selvadagi. L'Acqui nonostante lo svantaggio resiste alla maggiore pressione avversaria avversaria e nella ripresa sferza il colpo del pari. Merito di Ruci, che riaccende le speranze dei ragazzi di Malvicino con un tiro dai venti metri. La parità non si schioda nemmeno al termine dei secondi quarantacinque minuti e le offensive si protraggono nei tempi supplementari. Un fischio del direttore di gara dopo 7 minuti mette la gara in salita per i piemontesi. Contrafatto stende Vinicius ed è rigore in favore del Montespaccato. Selvadagi trasforma e certifica la doppietta. Il colpo del k.o., impreziosito dal tris di Mascella che giunge al quarto d'ora di extratime. Il triplice fischio è amaro, ma non cancella una cavalcata grandiosa e indimenticabile dei termali. 

ACQUI-MONTESPACCATO SAVOIA 1-3 dts
RETI: pt 29' Selvadagi (M), st 20' Ruci (A), pts 7' rig. Selvadagi (M),  pts 15' Mascella (M)