Venerdì, 24 Maggio 2024
Daniele Pallante

Daniele Pallante

LUTTO - Una brutta malattia se lo è portato via a soli 39 anni. “Oggi ti perdiamo nel corpo, ma farai poca strada perché rimarrai sempre qui accanto a noi”, lo ricorda la società di cui è stato presidente fino a dicembre 2023


Un altro terribile lutto sconvolge il calcio torinese: è mancato Davide Baglio, fondatore della Onlus Lenci di Poirino, cui è stato presidente fino al dicembre 2023. Classe 1985, Baglio ha lasciato un segno indelebile nella storia, non solo sportiva, di Poirino, rendendo la sua società un’isola felice all’interno del mondo del calcio. Lottava da due anni con una brutta malattia, che alla fine non gli ha lasciato proseguire il suo percorso che ora si stava rivolgendo alla politica cittadina.

Sui social si susseguono i messaggi di cordoglio, che ricordano l’umanità travolgente, la simpatia e l’altruismo di Davide Baglio. Così la pagina Facebook del Lenci Poirino: “Nella vita non contano i passi che fai ma le impronte che lasci. E tu ne hai lasciate tante nei cuori di molti. Oggi ti perdiamo nel corpo, ma farai poca strada perché rimarrai sempre qui accanto a noi. Ciao pres!”

LUTTO - Una brutta malattia se lo è portato via a soli 39 anni. “Oggi ti perdiamo nel corpo, ma farai poca strada perché rimarrai sempre qui accanto a noi”, lo ricorda la società di cui è stato presidente fino a dicembre 2023


Un altro terribile lutto sconvolge il calcio torinese: è mancato Davide Baglio, fondatore della Onlus Lenci di Poirino, cui è stato presidente fino al dicembre 2023. Classe 1985, Baglio ha lasciato un segno indelebile nella storia, non solo sportiva, di Poirino, rendendo la sua società un’isola felice all’interno del mondo del calcio. Lottava da due anni con una brutta malattia, che alla fine non gli ha lasciato proseguire il suo percorso che ora si stava rivolgendo alla politica cittadina.

Sui social si susseguono i messaggi di cordoglio, che ricordano l’umanità travolgente, la simpatia e l’altruismo di Davide Baglio. Così la pagina Facebook del Lenci Poirino: “Nella vita non contano i passi che fai ma le impronte che lasci. E tu ne hai lasciate tante nei cuori di molti. Oggi ti perdiamo nel corpo, ma farai poca strada perché rimarrai sempre qui accanto a noi. Ciao pres!”

SOCIETA’ - Il consiglio direttivo ha chiesto le dimissioni di Nino Esta, Davide Airaudi presidente pro tempore. Lo Iacono: “Al centro del nuovo progetto il rifacimento del campo principale e il rilancio a livello sportivo, per tornare ai vertici del panorama piemontese”


“La nostra società, nostro malgrado, si trova davanti a un bivio: tornare a essere il Venaria che sfornava campioni, ai vertici del panorama piemontese, o rimanere nella mediocrità di questi ultimi anni, dove purtroppo si è vista defraudata di talenti e istruttori, per non parlare di tutte le persone che hanno fatto uso e consumo della società per interessi non riconducibili al bene del Venaria?”

Non usa giri di parole Claudio Lo Iacono, direttore generale e nuovo “uomo forte” del Venaria, dopo le dimissioni del presidente Nino Esta (ratificate nel direttivo dello scorso 28 marzo), anche se il presidente pro tempore è Davide Airaudi. La domanda, ovviamente, è retorica: l’intenzione è quella di tornare grandi. Anche perché l’impianto sportivo “Don Mosso” diventerà il nuovo centro tecnico federale, l’ombelico del calcio piemontese: un’occasione da non perdere.

“Il nostro direttivo - continua Lo Iacono - ha chiesto, in modo compatto, al presidente Esta di farsi da parte. Ci siamo preposti un progetto ambizioso e innovativo, che vorremmo realizzare entro i prossimi 5 anni, con una nuova gestione manageriale, una progettualità a lungo termine e un confronto continuo con le istituzioni, il territorio e tutta la cittadinanza: ci tengo a chiarire che nessuno vuole fare business, vogliamo fare il bene dei ragazzi. Il primo passo sarà il rifacimento del campo principale, in modo da rendere il nostro impianto ancora più unico e bello. Stiamo lavorando per accedere al bando regionale per la riqualificazione degli impianti sportivi, altrimenti faremo da soli”.

Il nuovo presidente non sarà Claudio Lo Iacono, ma “una persona esterna, che annunceremo entro fine aprile e che sarà la bandiera del nuovo progetto. Ci tengo però a ringraziare il nostro attuale presidente, Davide Airaudi, che ci sta dando un aiuto fondamentale in questo momento transitorio”. Anche a livello operativo ci saranno delle novità, che andranno a integrare lo staff: “Inseriremo figure nuove che andranno a potenziare il nostro staff tecnico, capitanato dai nostri fedelissimi, il direttore sportivo Sergio Pinna e il responsabile della scuola calcio Fabio Cascioli, e dal consulente tecnico Rosario Amendola”.

SOCIETA’ - Il domino dei direttori si definisce, in attesa delle conferme ufficiali: Dario Di Leo alla Juventus, Denis Sanseverino al Chisola, Bellanova e Tony Seminerio al Lascaris, soluzione interna all’Alpignano con Massimiliano Perrelli


Il dado è tratto: Christian Bellanova e il fedelissimo Tony Seminario salutano Alpignano (o meglio, lo saluteranno a fine stagione) per ricominciare un centinaio di metri più in là, in via Claviere 16 a Pianezza, quartier generale del Lascaris. Il presidente Vincenzo Gaeta ha messo a segno il grande colpo per sopperire alla partenza di Denis Sanseverino in direzione Chisola, strappando ai cugini biancoazzurri il dirigente che (insieme a Omar Cerutti, che ha lasciato già due anni fa e ora è al Torino, e al suo gruppo di lavoro) ha portato l'Alpignano al vertice del calcio piemontese, vedi il titolo regionale Under 15 della scorsa stagione e il SuperOscar conquistato quest'anno.

È lo stesso Bellanova ad ufficializzare il suo addio all’Alpignano su Facebook: “Il 31 maggio si chiuderà un ciclo durato undici anni. È difficile trovare le parole giuste per salutarvi, abbiamo trascorso insieme tanti anni e tante emozioni. Pensavo che avremmo trascorso insieme ancor più tempo ma il destino ci riserva strade diverse. Sembra strano dirsi addio e cambiare strada, quella strada che insieme ci ha portato a vincere il primo titolo regionale e il primo SuperOscar. Grazie a tutti voi che insieme a me avete sofferto, collaborato e gioito. We Are Family. Ci vedremo sui campi”.

In attesa delle giuste tempistiche per le ufficialità, si va quindi delineando in modo sempre più preciso il “domino” di direttori di cui avevamo scritto in esclusiva un mese fa (qui l’articolo). La prima mossa è Dario Di Leo alla Juventus, con un ruolo di responsabilità all’interno del progetto Academy. La conseguenza diretta è Denis Sanseverino, forse l’unico personaggio capace di non far rimpiangere Di Leo né a livello tecnico, né come appeal mediatico, al Chisola: questo ormai lo sanno tutti. La contro-mossa del Lascaris si articola nella promozione di Matteo Agnino alla conduzione tecnica della scuola calcio e l’inserimento, con un ruolo organizzativo che potrebbe allargarsi anche ad altri settori, di Christian Bellonova, con Tony Seminerio a capo dello scouting. Con Cristian Balice al settore giovanile, ne viene fuori uno staff pazzesco. Insomma, tutti felici e contenti.

E l’Alpignano? All’orizzonte si profila una soluzione interna, che potrebbe portare alla promozione di Massimiliano Perrelli alla direzione della scuola calcio, con la conferma di Mimmo Dilonardo al settore giovanile. Ma questa è una partita ancora tutta da giocare.

SOCIETA’ - Il domino dei direttori si definisce, in attesa delle conferme ufficiali: Dario Di Leo alla Juventus, Denis Sanseverino al Chisola, Bellanova e Tony Seminerio al Lascaris, soluzione interna all’Alpignano con Massimiliano Perrelli


Il dado è tratto: Christian Bellanova e il fedelissimo Tony Seminario salutano Alpignano (o meglio, lo saluteranno a fine stagione) per ricominciare un centinaio di metri più in là, in via Claviere 16 a Pianezza, quartier generale del Lascaris. Il presidente Vincenzo Gaeta ha messo a segno il grande colpo per sopperire alla partenza di Denis Sanseverino in direzione Chisola, strappando ai cugini biancoazzurri il dirigente che (insieme a Omar Cerutti, che ha lasciato già due anni fa e ora è al Torino, e al suo gruppo di lavoro) ha portato l'Alpignano al vertice del calcio piemontese, vedi il titolo regionale Under 15 della scorsa stagione e il SuperOscar conquistato quest'anno.

È lo stesso Bellanova ad ufficializzare il suo addio all’Alpignano su Facebook: “Il 31 maggio si chiuderà un ciclo durato undici anni. È difficile trovare le parole giuste per salutarvi, abbiamo trascorso insieme tanti anni e tante emozioni. Pensavo che avremmo trascorso insieme ancor più tempo ma il destino ci riserva strade diverse. Sembra strano dirsi addio e cambiare strada, quella strada che insieme ci ha portato a vincere il primo titolo regionale e il primo SuperOscar. Grazie a tutti voi che insieme a me avete sofferto, collaborato e gioito. We Are Family. Ci vedremo sui campi”.

In attesa delle giuste tempistiche per le ufficialità, si va quindi delineando in modo sempre più preciso il “domino” di direttori di cui avevamo scritto in esclusiva un mese fa (qui l’articolo). La prima mossa è Dario Di Leo alla Juventus, con un ruolo di responsabilità all’interno del progetto Academy. La conseguenza diretta è Denis Sanseverino, forse l’unico personaggio capace di non far rimpiangere Di Leo né a livello tecnico, né come appeal mediatico, al Chisola: questo ormai lo sanno tutti. La contro-mossa del Lascaris si articola nella promozione di Matteo Agnino alla conduzione tecnica della scuola calcio e l’inserimento, con un ruolo organizzativo che potrebbe allargarsi anche ad altri settori, di Christian Bellonova, con Tony Seminerio a capo dello scouting. Con Cristian Balice al settore giovanile, ne viene fuori uno staff pazzesco. Insomma, tutti felici e contenti.

E l’Alpignano? All’orizzonte si profila una soluzione interna, che potrebbe portare alla promozione di Massimiliano Perrelli alla direzione della scuola calcio, con la conferma di Mimmo Dilonardo al settore giovanile. Ma questa è una partita ancora tutta da giocare.

INTERVISTA - Il selezionatore si racconta, dai maestri del Torino all'esperienza con il club Piemonte: “Il calcio si gioca con i piedi e con la testa, l’ho imparato da Rabitti e Vatta e cerco di trasmetterlo ai ragazzi. Al Torneo delle Regioni abbiamo fatto un percorso stupendo, auguro a tutti i ragazzi di avere la loro chance nel professionismo: date sempre il massimo che le occasioni arrivano”


Profonda competenza delle dinamiche del calcio, esperienza dentro e fuori dal campo, carica umana di spessore assoluto, mescolate in un sapiente mix di umiltà e simpatia. Franco, o se preferite Franchino Di Nuovo non ha mai amato i riflettori, ma il titolo nazionale appena conquistato al Torneo delle Regioni, come selezionatore della rappresentativa Under 15 Piemonte e Valle d’Aosta, lo ha portato di peso al centro della scena. E allora, microfono alla mano, andiamo a conoscerlo meglio, perché certi successi non nascono mai per caso.

Mister, prima di tutto complimenti: diventare campione d’Italia non capita tutti i giorni…
“È stato un bel percorso, coronato dal successo finale, i ragazzi lo hanno meritato soprattutto come gruppo, ognuno ha tirato fuori tutto quello che aveva dentro, pensando sempre al bene della squadra prima che al proprio interesse. Questo ha fatto la differenza. Auguro a tutti di avere la possibilità, almeno la possibilità, di passare nel professionismo, si meritano la loro occasione”.

Quella del 2009 è un’annata importante, ci sono tanti giocatori forti.
“Sì, devo dire che erano belle squadre anche le altre, ho visto un livello molto alto in tutta la competizione. Io ho fatto giocare tutti, li ho tenuti sempre sulla corda e mi hanno risposto nella maniera migliore”.

Vuol dire che un po’ di merito ce l’ha anche il timoniere, no?
“Un po’ di esperienza ce l’ho e ho avuto grandi maestri”.

Fuori i nomi.
“A 14 anni dall’Eureka Settimo, allora si chiamava così, sono passato al Torino. Mi ricordo ancora tutti i miei allenatori: ho cominciato con il signor Marchiò, poi il signor Fantinuoli, il signor Dalla Riva…”

Facciamo una pausa. Signor?
“Certo, allora non esisteva mister, ci si rivolgeva così agli allenatori, con una forma di rispetto che, secondo me, si è un po’ persa. Ma così è, ormai mi sono abituato, tutti mi chiamano mister…”

Continuiamo con i signori, allora.
“Il signor Marchetto, il signor Sattolo, e poi c’era ancora il più grande di tutti, come persona e come maestro di calcio, il signor Rabitti, supervisore del settore giovanile. Oberdan Ussello, una grande ala che era il responsabile delle giovanili, lo aveva portato al Torino dalla Juventus, una cosa fuori dal mondo allora. Dalla sua scuola è venuto fuori il signor Vatta, che ho avuto in Primavera”.

Primavera di cui sei stato capitano
“Ero capitano di un gruppo stupendo: Bonesso, Sclosa, Mariani, Cuttone, Mandorlini, Paganelli, Camolese, tutta gente che ha fatto una grande carriera e lavorato anche dopo per il Torino. Sono stato convocato tante volte in prima squadra ma non ho mai avuto la fortuna di esordire. Ricordo che sono andato a Stoccarda, in Coppa Uefa, ma sono rimasto in tribuna. Ero in camera con Mandorlini, che invece ha giocato e marcato bene Hansi Muller, da lì è partita la sua carriera”.

Anche tu hai fatto una bella carriera e poi lavorato per vent’anni con il Torino.
“La mia sfortuna è stata avere la pubalgia nel momento migliore: sono passato dal Torino all’Empoli a San Remo, due anni di infortunio in cui ho perso autostima e convinzione. Poi ho fatto tanta serie C e un paio di anni nei dilettanti, ma ho smesso presto, a 30 anni”.

La fortuna gioca una componente fondamentale, nel calcio.
“Nel calcio la capacità è fondamentale. Poi devi trovare le persone giuste al momento giusto, e la fortuna di non farti male. A me questi aspetti sono mancati”.

Da lì è iniziata la tua carriera da allenatore.
“Un amico che allenava nell’Eureka mi ha chiamato, ho cominciato lì e ho visto che mi piaceva, così ho fatto il corso allenatori. La buonanima di Gigi Gabetto, allora responsabile delle giovanili, mi ha portato al Torino, ho incominciato con l’annata 1990, nei Pulcini. Il responsabile della scuola calcio era Salvatore Barbieri, poi ho continuato con Comi e Benedetti, avevo allenato i loro figli, che sono del ‘92. Quando è arrivato Cairo, nel 2005, ha deciso di tagliare tutti i secondi gruppi e mi sono ritrovato fuori. Ho pianto, non lo nego. Ma il calcio e la vita offrono sempre, o quasi, una seconda occasione”.

Raccontaci la tua.
“Sono andato a Beinasco insieme al gruppo degli “epurati” e abbiamo fatto una bella stagione. Al torneo di Cairo Montenotte abbiamo vinto tutte le partite, prima con le dilettanti e poi con le professioniste, e ci siamo ritrovati in finale, guarda caso, con il Torino. E abbiamo vinto ai rigori, è stata una grande soddisfazione per me e per i ragazzi, 4/5 di loro sono tornati nel professionismo. E anche io, l’anno dopo, sono rientrato al Torino, dove ho continuato ad allenare fino ma tre anni fa. Ho sempre allenato per far crescere i ragazzi, non conta vincere ma insegnare calcio. Stop, recezione, trasmissione e poi il gol, che racchiude tutto, ma non arriva da solo”.

Torniamo da dove eravamo partiti, mister… anzi signor Di Nuovo. In questo percorso si è inserita la rappresentativa. Quanto è difficile fare il selezionatore, che è un mestiere ben diverso da quello di allenatore?
“Molto difficile. Insieme a Massimo Storgato e al mio vice Simone Ferrari, abbiamo cercato i pezzi giusti di un puzzle, con il limite dei tre convocati per squadra. Direi che ci siamo riusciti, ma con delle rinunce dolorose: penso a Aron Persiano del Lascaris, ragazzo a modo e con qualità enormi, o Filippo Bracchi, difensore del Gozzano. Meritavano, come mi sarebbe piaciuto dare più spazio a Piciano, ma il ruolo del portiere è particolare e Rostagno ha sempre fatto bene, in finale ha fatto una parata da serie A. Discorso diverso per i giocatori di movimento, loro hanno giocato tutti”. 

Chi ha fatto la differenza?
"Tutti, ognuno nel suo momento. Chi entrava dalla panchina, ha sempre dato qualcosa in più. Aversano è stato un crack tutte le volte che è entrato nel secondo tempo, come Cavazza a tutta fascia, Ferello ha avuto meno minutaggio ma in semifinale ha fatto differenza a centrocampo".

E chi, secondo te, ha più chances di imporsi anche nel professionismo?
"Io spero che tutti abbiano la loro chance. Prima di tutto perché sono bravi ragazzi, da padre di famiglia vorrei avere figli così. In albergo, sul pullman, si sono sempre comportati nella maniera giusta. E poi perché hanno qualità importanti. Ormai le professioniste guardano prima di tutto all'estero, ma ci rendiamo conto che in Italia abbiamo ragazzi con qualità enormi? E basta cercare quelli grandi e grossi, il calcio si gioca con i piedi e con la testa. Guarda ragazzi come Scanavino o Catanzaro: se arrivi sempre prima sulla palla, vuol dire che hai qualcosa in più, hai intelligenza calcistica. Quello più forte adesso, lo vedono anche i ciechi, ma bisogna guardare anche un po’ in prospettiva".

La tua prospettiva? Ancora rappresentativa?
"Sabato facciamo una festa, poi parlerò con Storgato. Certo che mi piacerebbe continuare".

Chiudiamo con una dedica per il titolo nazionale.
"A tutti i ragazzi, anche quelli che hanno partecipato a un solo raduno ma poi sono stati esclusi. Con una preghiera: non abbattetevi mai, date sempre il massimo, perché da un momento all’altro può arrivare l’occasione giusta”.
 

UNDER 17 / FINALI - Combattutissima finale sul campo di Borgaro: i bianconeri, in inferiorità numerica, pareggiano con Bibishkov al 5’ di recupero e vincono alla lotteria dei rigori. Terzo posto per la rappresentativa nazionale Lega Pro, che ha prevalso per 2-0 sul Genoa nella finalina


L’ultima volta era stata nel 2004, con Davide Lanzafame - oggi allenatore del Borgaro Nobis in Eccellenza - a guidare l’attacco bianconero: dopo ben 20 anni, la Juventus torna a vincere il Torneo internazionale Maggioni-Righi, rimontando nel recupero e poi battendo ai calci di rigore l’Hellas Verona. Una finale combattuta, giocata su un campo reso pesante dalla pioggia e dalle tante partite giocate in tre giorni ricchi di emozioni e qualità, giusto epilogo di una manifestazione organizzata in modo impeccabile. 

All’ultimo atto, quello decisivo, sono arrivate la Juventus ed Hellas Verona, che si erano già sfidate nel girone (2-1 per i bianconeri) e nelle semifinali del mattino avevano eliminato rispettivamente il Genoa ai calci di rigore e la rappresentativa nazionale Lega Pro, con un sofferto 2-1. Partita subito in salita per i bianconeri, in inferiorità numerica dopo soli 10’ a causa dell’espulsione rimediata da Keutgen, per un fallo di reazione su Sidibe. Al 2’ della ripresa l’Hellas Verona è passata a condurre con il numero 10 Stella, sempre decisivo, e quando tutto sembrava propendere per il primo successo in assoluto degli scaligeri, è arrivato l’ormai insperato pareggio, firmato da Bibishkov al 5’ di recupero. Ancora una volta, la coppa è stata assegnata dagli 11 metri: fatali gli errori di Bancila e Mecenero, mentre gli juventini hanno sempre segnato, compreso il timbro decisivo di Lontani che ha fatto scattare la festa bianconera.

Nel match per il terzo posto, la rappresentativa nazionale Lega Pro ha prevalso per 2-0 sul Genoa, campione uscente, grazie alle reti di Baglivo su rigore dopo 5’ e Zanni al 9’ della seconda frazione. 

FINALE 1°/2° POSTO - JUVENTUS-HELLAS VERONA 4-2 dcr (1-1 dtr)
RETI: st 2’ Stella (V) 35’ Bibishkov (J)
SEQUENZA RIGORI: Bancila (V) parato, Verde (J) gol, Zanfrisi gol, Bellino gol, Bedeschi gol, Vallana gol, Mecenero parato, Lontani gol
JUVENTUS: Cat Berro, Zingone, Grelaud, Vallana, Verde, Dimitri, Lontani, Keutgen, Giardino (st 1’ Bibishkov), Barido (st 10’ Bracco), Russo (st 1’ Sosna). A disp. Marcu, Caselli, Contarini, Vitrotti, Badarau, Bellino, Sosna, Bracco, Bibishkov. All. Claudio Rivalta. Dir. Massimo Ferrarotti.
HELLAS VERONA: Topollaj, Albertini, Grassi (st 11’ Torma), Sidibe, Pruoru (st 25’ Cusini), Bedeschi, Thouameni (st 11’ De Paoli), Peci (st 18’ Mecenero), Zambiasi (st 1’ Zanfrisi), Stella (st 18’ Caleffi), Bancila. A disp. Castellani, Cusini, Torma, Mecenero, De Paoli, Caleffi, Zanfrisi, Vianello. All. Coppini. Dir. Giarola.
NOTE: espulso pt 15’ Keutgen (J) per fallo di reazione, ammoniti Sidibe e Grassi (HV), Barido e Dimitri (J)

FINALE 3°/4° POSTO - GENOA-RAPPRESENTATIVA NAZIONALE LEGA PRO 0-2
RETI: pt 5’ rig. Baglivo, st 9’ Zanni.

 

SEMIFINALI - GENOA FUORI AI RIGORI, LA RAPP DI LEGA PRO ESCE PER UN AUTOGOL

Poche emozioni nella prima semifinale tra Juventus e Genoa, con i calci di rigore che sono la logica conseguenza della mancanza di occasioni da rete: dagli 11 metri la sequenza dura ben 16 tiri, il gol decisivo è del bianconero Caselli. Tutto il contrario della sfida tra la rappresentativa Lega Pro e l’Hellas Verona, che sblocca l’equilibrio dopo soli 4’ con Sibide, ma viene raggiunta già al 12’ da Moschella, abile a risolvere una mischia. Le occasioni si susseguono ma bisogna aspettare il 7’ della ripresa per la rete decisiva: Stella calcia sul palo, la palla termina addosso a Corallini e finisce il rete per uno sfortunato autogol, che manda gli scaligeri in finale.

JUVENTUS-GENOA 5-4 dcr (0-0 dtr)
RETI: Odero (G), Chad (G), Tarantino (G), Mendolia (G), Verde (J), Tiozzo (J), Caselli (J), Dimitri (J), Bibishkov (J).
JUVENTUS: Marcu, Zingone, Contarini, Vallana, Verde, Vitrotti, Tiozzo, Bellino, Giardino, Sosna, Repciuc. A disp. Cat Berro, Caselli, Grelaud, Dimitri, Bracco, Sylla, Keutgen, Bibishkov, Russo. All. Rivalta. Dir. Ferrarotti.
GENOA: Magalotti, Odero, Pastore, Colonnese, Marotta, Pagliari, Tarantino, Fazio, Piacenza, Nduele, Gibertini. A disp. Chad, Miragliotta, Georgevski, Gucik, Spicuglia, Enoghama, Oddone, Pavese, Mendolia. All. Chiappino. Dir. Sciutto

RAPPRESENTATIVA NAZIONALE LEGA PRO-HELLAS VERONA 1-2
RETI: pt 4’ Sidibe (V), 12’ Moschella (R), st 7’ aut. Corallini (V).
RAPPRESENTATIVA NAZIONALE LEGA PRO: Santer, Zanni, Corallini, Zamagni, Greco, Nonga, Borrelli, Berti, Vola, Cecchinato, Moschella. A disp. Iuliano, Barizza, Lanzone, Banelli, De Martino, Baglivo, Samartini, Carlini. All. Arrigoni. Dir. Pastore.
HELLAS VERONA: Topollaj, Albertini, Grassi, Torma, Sidibe, , Bedeschi, Thouameni, Mecero, Zanfisi, Caleffi, Bancila. A disp. Castellani, Cusini, Opuoru, De Paoli, Zambiasi, Peci, Stella, Vianello. All. Coppini. Dir. Giarola.

 

43° TORNEO MARIO MAGGIONI-WALTER RIGHI / UNDER 17

FASE ELIMINATORIA
Girone A: Juventus 9, Hellas Verona 6, Borgaro Nobis 3, Rappresentativa regionale Piemonte VdA 0
Risultati: Juventus-Borgaro Nobis 3-1, Hellas Verona-Rappresentativa Piemonte VdA 4-3, Hellas Verona-Borgaro Nobis 4-1, Rappresentativa Piemonte VdA-Juventus 0-1, Borgaro Nobis-Rappresentativa Piemonte VdA 1-0, Juventus-Hellas Verona 2-1
Girone B: Rappresentativa nazionale Lega Pro 7, Genoa 5, SK Austria Klagenfurt 2, Chisola 1
Risultati Genoa-Chisola 3-1, Austria Klagenfurt-Rappresentativa Lega Pro 0-1, Genoa-Rappresentativa Lega Pro 0-0, Austria Klagenfurt-Chisola 1-1, Austria Klagenfurt-Genoa 0-0, Rappresentativa Lega Pro-Chisola 4-0

SEMIFINALI
Juventus-Genoa 5-4 dcr (0-0 dtr)
Rappresentativa nazionale Lega Pro-Hellas Verona

FINALI
Finale 3°/4° posto - Genoa-Rappresentativa nazionale Lega Pro 0-2
Finale 1°/2° posto - Juventus-Hellas Verona 4-2 dcr (1-1 dtr)
 

UNDER 15 - Grande successo, dentro e fuori dal campo, per il torneo di Pasqua organizzato da BeKings. Idahosa, Boulifi, Russo e Tolomeo griffano una finalissima a senso unico, mentre i bianconeri battono l’ottimo Cimiano solo ai calci di rigore.


L’Alessandria si aggiudica con pieno merito la Easter Kup, manifestazione organizzata da BeKings nel week end di Pasqua. Gli impianti sportivi di Caselle prima e di Volpiano per le finali (causa la pioggia che ha reso difficilmente praticabili i campi in erba naturale) hanno ospitato decine di squadre della categoria Under 15 in arrivo da Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, con il tocco internazionale portato dagli svizzeri di Lugano e Bellinzona e dai danesi dell’Aarhus.

Dopo la fase eliminatoria a gironi, le emozioni si sono concentrate nelle sfide ad eliminazione diretta, partite con gli ottavi di finale. L’Aarhus, dopo aver eliminato lo Charvensod ai rigori, si è arreso all’Alessandria, che poi ha vinto anche la semifinale contro i milanesi del Cimiano, che si erano già tolti la soddisfazione di eliminare un’altra delle professioniste in gara, la Pro Vercelli. Grandi prestazioni anche per il Lugano, che nei quarti ha calato il poker al Novara e in semifinale ha dovuto sudare per avere la meglio sull’ottimo Lascaris, che aveva già eliminato prima la Bruinese e poi i lombardi del Seguro.

Combattutissima anche la finalina la due dilettanti terribili, con il Lascaris che ha beffato il Cimiano solo dagli 11 metri, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. A senso unico, invece, la finalissima, che ha visto il trionfo dell’Alessandria ai danni del Lugano, un clamoroso 4-0 firmato da Idahosa, Boulifi, Russo e Tolomeo.

OTTAVI DI FINALE
Alessandria-Cbs 7-0
Lascaris-Bruinese 2-0
Seguro-Lombardia 1 3-1
Charvensod-Aarhus 3-4 dcr (0-0 dtr)
Pro Vercelli-Gassino San Raffaele 2-0
Cimiano Rosso-Cimiano Blu 2-1
Pavia-Novara 1-4

QUARTI DI FINALE
Alessandria-Aarhus 4-0
Seguro-Lascaris 1-4
Cimiano-Pro Vercelli 4-3 dcr (1-1 dtr)
Lugano-Novara 4-1

SEMIFINALI
Alessandria-Cimiano 3-0
Lascaris-Lugano 0-1

FINALE 3°/4° POSTO
Lascaris-Cimiano 5-4 dcr (1-1 dtr)

FINALE 1°/2° POSTO
Alessandria-Lugano 4-0
Reti: Idahosa, Boulifi, Russo, Tolomeo

TORNEO - Dal 10 al 23 giugno, gli impianti sportivi di Lascaris, Lucento e Collegno Paradiso ospiteranno una manifestazione tutta nuova, riservata alle categorie Under 16, Under 14, Esordienti 2011 e 2012, Pulcini 2013 e 2014. Il ricavato andrà in beneficenza all’associazione che dà sostegno ai bambini ricoverati negli ospedali pediatrici con i “supereroi” che si calano dai tetti


Avete presente quei “pazzi” dal cuore d’oro che, travestiti da supereroi, si calano dai tetti degli ospedali pediatrici italiani per regalare un sorriso ai piccoli eroi ricoverati e per dar forza alle loro famiglie? 

“Io sono uno di quei supereroi, anche se in realtà di eroico non faccio niente, è solo un costume. I veri eroi sono quei bambini e quelle bambine che lottano per la vita. Calarmi con le funi è il mio lavoro, farlo per regalare loro un sorriso e un po’ di speranza è molto toccante, commuovente ma anche gratificante. Ecco, da questa esperienza personale è nata l’idea di organizzare, insieme al mio amico Francesco, un torneo di calcio di beneficenza, con gli incassi destinati all’associazione SEA - SuperEroiAcrobatici”.

Parola di Giuseppe Cirri, per tutti “Beppe l’acrobata”, papà del bomber del Lucento Under 16, Loris. Il suo amico è Francesco Bruni, papà del centrocampista rossoblù Lorenzo: “Di mestiere faccio tutt’altro - racconta - l’altezza non fa per me. Ma appena mi è stata proposta questa idea, mi sono buttato anima e cuore per realizzarla”. 

Insieme, Giuseppe Cirri e Francesco Bruni sono gli ideatori e gli organizzatori del primo “Trofeo SEA - SuperEroiAcrobatici”, che andrà in scena a fine stagione, dal 10 al 23 giugno. Sarà un grande evento, non solo per l’indubbio valore della finalità sociale: si giocherà su tre impianti sportivi - Lucento, Collegno Paradiso e Lascaris, che ospiterà tutte le finali - con ben 6 categorie in lizza: Under 16 e Under 14 per il settore giovanile, poi le due annate di Esordienti (2011 e 2012) e le due di Pulcini (2013 e 2014). Per la precisione, in corso Lombardia a Torino giocheranno Under 16 e Under 11; in via Claviere a Pianezza Under 14 e Under 10; in via Galvani a Collegno Under 13 e Under 12. 

“L’idea ci è venuta un anno fa - raccontano gli organizzatori - ma adesso abbiamo deciso di metterla in pratica: abbiamo studiato un piano operativo, visto che potevamo riuscirci e ora… corriamo come dei pazzi. L’obiettivo è arrivare a 16 squadre per categoria, ce la possiamo fare perché tutte le società con cui parliamo, quando capiscono le finalità di questo evento, dimostrano un grande interesse”. 

La formula è semplice: fase eliminatoria con 4 gironi da 4 squadre; passano le prime due, che nelle categorie delle giovanili e degli Esordienti accedono a un tabellone a eliminazione diretta, dagli ottavi di finale in avanti; e per i Pulcini a un secondo giro di quadrangolari definiti in base al merito. 

Per seguire i progetti di SEA - SuperEroiAcrobatici ETS e sostenere i suoi progetti in Italia e nel Mondo, basta cliccare su www.supereroiacrobatici.com.

Per avere informazioni e iscriversi al torneo:

  • Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Giuseppe Cirri 331/8542484
  • Francesco Bruni 342/1345757
     

TORNEO - Dal 10 al 23 giugno, gli impianti sportivi di Lascaris, Lucento e Collegno Paradiso ospiteranno una manifestazione tutta nuova, riservata alle categorie Under 16, Under 14, Esordienti 2011 e 2012, Pulcini 2013 e 2014. Il ricavato andrà in beneficenza all’associazione che dà sostegno ai bambini ricoverati negli ospedali pediatrici con i “supereroi” che si calano dai tetti


Avete presente quei “pazzi” dal cuore d’oro che, travestiti da supereroi, si calano dai tetti degli ospedali pediatrici italiani per regalare un sorriso ai piccoli eroi ricoverati e per dar forza alle loro famiglie? 

“Io sono uno di quei supereroi, anche se in realtà di eroico non faccio niente, è solo un costume. I veri eroi sono quei bambini e quelle bambine che lottano per la vita. Calarmi con le funi è il mio lavoro, farlo per regalare loro un sorriso e un po’ di speranza è molto toccante, commuovente ma anche gratificante. Ecco, da questa esperienza personale è nata l’idea di organizzare, insieme al mio amico Francesco, un torneo di calcio di beneficenza, con gli incassi destinati all’associazione SEA - SuperEroiAcrobatici”.

Parola di Giuseppe Cirri, per tutti “Beppe l’acrobata”, papà del bomber del Lucento Under 16, Loris. Il suo amico è Francesco Bruni, papà del centrocampista rossoblù Lorenzo: “Di mestiere faccio tutt’altro - racconta - l’altezza non fa per me. Ma appena mi è stata proposta questa idea, mi sono buttato anima e cuore per realizzarla”. 

Insieme, Giuseppe Cirri e Francesco Bruni sono gli ideatori e gli organizzatori del primo “Trofeo SEA - SuperEroiAcrobatici”, che andrà in scena a fine stagione, dal 10 al 23 giugno. Sarà un grande evento, non solo per l’indubbio valore della finalità sociale: si giocherà su tre impianti sportivi - Lucento, Collegno Paradiso e Lascaris, che ospiterà tutte le finali - con ben 6 categorie in lizza: Under 16 e Under 14 per il settore giovanile, poi le due annate di Esordienti (2011 e 2012) e le due di Pulcini (2013 e 2014). Per la precisione, in corso Lombardia a Torino giocheranno Under 16 e Under 11; in via Claviere a Pianezza Under 14 e Under 10; in via Galvani a Collegno Under 13 e Under 12. 

“L’idea ci è venuta un anno fa - raccontano gli organizzatori - ma adesso abbiamo deciso di metterla in pratica: abbiamo studiato un piano operativo, visto che potevamo riuscirci e ora… corriamo come dei pazzi. L’obiettivo è arrivare a 16 squadre per categoria, ce la possiamo fare perché tutte le società con cui parliamo, quando capiscono le finalità di questo evento, dimostrano un grande interesse”. 

La formula è semplice: fase eliminatoria con 4 gironi da 4 squadre; passano le prime due, che nelle categorie delle giovanili e degli Esordienti accedono a un tabellone a eliminazione diretta, dagli ottavi di finale in avanti; e per i Pulcini a un secondo giro di quadrangolari definiti in base al merito. 

Per seguire i progetti di SEA - SuperEroiAcrobatici ETS e sostenere i suoi progetti in Italia e nel Mondo, basta cliccare su www.supereroiacrobatici.com.

Per avere informazioni e iscriversi al torneo:

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  • Giuseppe Cirri 331/8542484
  • Francesco Bruni 342/1345757