INTERVISTE - Il presidente STS: “Oggi abbiamo ricordato mia zia con il sorriso dei bambini, di quei bambini che lei amava tanto. Grazie a tutti”. Il nonno Bruno: “Vederlo mio nipote piangere per la gioia ha fatto piangere anche me”. Il giovane capitano: “Oggi non c’è un migliore in campo ma siamo stati una grande squadra”
Ci sono almeno tre generazioni di Tucci, nell’impianto sportivo dello Spazio Talent Soccer, in occasione del Memorial Nicoletta Tucci. Il padrone di casa è Tony, presidente STS, irrefrenabile nonostante l’infortunio alla caviglia che lo tiene su una sedia a rotelle, in attesa dell’operazione. È lui, microfono alla mano, a orchestrare la premiazione: “Prima di tutto, voglio dire grazie. Grazie ai ragazzi, per lo spettacolo che hanno offerto in questi due giorni di gioco. Grazie alle loro famiglie, per sacrifici che fanno tutti i giorni. Grazie alle società che hanno partecipato, in arrivo da tutta Italia e da tutta Europa, e grazie a tutti i miei collaboratori, che si sono impegnati per la riuscita di questo evento”. Poi, il ricordo: “Oggi è qui presente tutta la mia famiglia, perché questo torneo è dedicato alla memoria di mia zia. Lei amava la vita e amava i bambini, mi ricordo ancora quando giocavamo insieme, era un raggio di sole. È mancata quando ero piccolo, nel momento più importante della sua vita, mentre dava alla luce mio cugino. Per noi è fondamentale ricordarla con il sorriso dei bambini, di quei bambini che lei amava tanto. Magari quando ci arrabbiamo e anche siamo felici per il calcio, che ci sembra la cosa più importante del mondo, dobbiamo ricordarci che ci sono cose molto, molto più importanti”.
Bruno Tucci, il papà di Tony, ha gli occhi lucidi sotto gli occhiali da sole: “Una giornata bellissima, è andato tutto alla perfezione. Sono felicissimo che abbia vinto il Torino di mio nipote Nathan, vederlo piangere per la gioia ha fatto piangere anche me. È stata una festa per la nostra famiglia”.
Se Roberto, bomber classe 2010, è di poche parole - “Nathan ha la furbizia dei grandi giocatori” -, il piccolo 2017, che per l’occasione ha indossato la fascia da capitano del Torino, esprime tutta la sua gioia: “Sono contentissimo, non poteva andare meglio. In campo, ad ogni rigore che segnavamo, mi sono commosso. Per me questo è un torneo particolare, si gioca nel campo dove sono cresciuto ed è in onore di mia zia, che non ho mai conosciuto ma che è sempre presente per tutti noi. Abbiamo dato tutto, soprattutto contro l’Inter, oggi non c’è un migliore in campo ma siamo stati una grande squadra”.