Giovedì, 23 Maggio 2024

Il Chieri: un faro tra i dilettanti, una testa da professionisti

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REPORTAGE - 4° capitolo del nostro viaggio alla scoperta della Scuola Calcio. Oggi usciamo dai confini di Torino per andare a scoprire una società cardine del calcio dilettantistico piemontese
 


E' una serata umida in quel di Chieri giovedì sera, ad accoglierci, il responsabile organizzativo della Scoula Calcio Mauro Forneris e il coordinatore tecnico Mirko Di Luca. Quale miglior modo di scaldarsi un po' se non fare una camminata tra i campi da gioco che vanno piano piano riempiendosi? E di strada effettivamente se ne fa un po'. Il colpo d'occhio è davvero notevole e riflette lo status di un club che sta lavorando per crescere sempre di più, con l'obbiettivo dichiarato, ma per scaramanzia non troppo sbandierato, di arrivare finalmente al professionismo. La presidenza di Luca Gandini è relativamente giovane, essendoci da soli sei anni, ma ha portato ad investimenti importanti che colpiscono subito, dato che l'ampliamento degli spazi di allenamento è in atto, con nuove strutture in costruzione e nuovi campi che presto arriveranno. Un espansione e una ricerca di una sempre maggiore professionalità di cui giovano in primis i piccoli appartenenti alla Scuola Calcio, questa sera presenti con i quattro gruppi dei 2010 e i tre dei 2009. Sono 250 in tutto, come ci spiegano i responsabili e si dividono tra il campo a 11 in compagnia dei 2004, il campo a 9 e il campo a 5 e già dalla qualità dei manti sintetici sui quali si muovono, possiamo farci un idea del contesto professionalmente elevato che incontrano fin dalla più tenera età. Parlando con Mauro Forneris capiamo come ci sia una ben precisa ripartizione dei ruoli a livello organizzativo, che permetta ai tecnici sul campo di poter lavorare nella più assoluta tranquillità. Il suo ruolo nello specifico è vitale per quello che è il primo step che la società si trova ad affrontare quando accoglie tra le sue braccia i nuovi iscritti: il rapporto coi genitori, ormai uno dei punti cardine sul quale le società devono lavorare, per permettere ai piccoli di crescere calcisticamente e umanamente in un ambiente sano. Tutte le questioni relative ai rapporti con la famiglia appartengono a Forneris, che ci spiega quanto la società sia presente e attenta a queste dinamiche, per mantenere l'ambiente sano e pulito. I genitori, attraverso tre riunioni annuali, ricevono un rapporto generale su quelle che saranno le metodologie di lavoro, gli obbiettivi che ci si prefissa di raggiungere e sono invitati al dialogo qualora sorgessero problemi di vario genere, con la società pronta a tendere la mano in caso di bisogno. Svolge quindi un ruolo essenziale nella gestione dei rapporti con le famiglie lo psicologo di squadra Riccardo Tinozzi, presente sia per i bambini che per gli adulti. Ma sulle questioni tecniche la società è ferma ed inamovibile: quelle spettano agli allenatori, anche qual'ora questo volesse dire perdere un giovane promettente. E per far si che questi giovani non manchino mai, è importante avere un area scouting efficiente e ben sincronizzata con gli allenatori. Questi sono tenuti dopo ogni incontro a segnalare un avversario che si è contraddistinto, che verrà poi valutato a rotazione dai cinque osservatori del club, che faranno le loro valutazioni riportandole alla società. Qual'ora dovessero essere unanimi o in sintonia, la società si muoverà di conseguenza. Oltre al livello dei campi e ad una società in espansione, il Chieri ha altre frecce al suo arco da scoccare per invogliare i piccoli e le loro famiglie a tingersi di celeste. La partecipazione alla Scuola Calcio Elite è un marchio che certifica l'alto livello dei suoi tecnici, quasi tutti patentati Uefa B e C, mentre quelli ancora privi di patentino sono tutti laureati in scienze motorie. Il senso di appartenenza viene stimolato fin da subito, l'identificazione con la maglia, la possibilità di seguire la prima squadra o allenarsi in mezzo ai più grandi; ed un motivo di orgoglio e un vero fiore all'occhiello qui è il fatto che nelle categorie giovanili le compagini sono formate per la maggior parte da ragazzi che sono partiti dalla Scuola Calcio. Parlando con Mirko Di Luca apprendiamo quindi i metodi lavorativi che andranno a trovare i piccoli nel corso della loro esperienza. Partendo da due allenamenti a settimana, la società mette degli obbiettivi chiari, tendenzialmente divisi in programmi trimestrali a gruppi di tre, come ad esempio: un primo step dedicato a controllo, passaggio e posizione del corpo; il secondo, che parte a dicembre, incentrato su posizione, costruzione del gioco e 1 vs 1; il terzo sulla costruzione del gioco basso e sviluppo di fase difensiva e offensiva. Ogni mister è libero di scegliere i metodi che predilige e sui quali è più formato per raggiungere lo scopo, senza dimenticare che per ogni età i carichi devono essere adeguati alle capacità del bambino. Questa attenzione al piccolo è sottolineata in maniera estremamente rilevante dalla presenza, per pulcini e primi calci, di due coordinatori motori che seguono le squadre nei loro allenamenti. Di Luca ci spiega come il loro lavoro non sia solo prettamente tecnico, atto a migliorare la coordinazione, i movimenti nello spazio e la sua percezione, ma abbia anche valenza pedagogica, perché si valorizza il lato più ludico del moto. Gli schemi motori che un tempo si acquisivano al parco, all'oratorio o direttamente in strada, si tenta metterli in atto qui, cercando di ricrearli attraverso esercizi che più che mero allenamento possano sembrare un piccolo parco giochi. Le finalità, oltre che di divertimento per il bambino però, sono quelle di creare le basi perché, una volta saliti di categoria, si possa avere a disposizione ragazzi formati calcisticamente. Il senso di appartenenza come detto, si sviluppa tanto nella Scuola Calcio, perché per portare squadre giovanili competitive, si opera già nel passaggio da pulcini ad esordienti per capire chi ha lavorato bene, chi possa essere in grado di giocare un calcio competitivo, si tirano le somme sul lavoro fatto negli anni. Senza lasciare comunque solo il ragazzino che non si sia mostrato pronto e parlando chiaramente alle famiglie, aiutandole eventualmente nella ricerca di nuove destinazioni. Altro aspetto rilevante per la preparazione e formazione di un giocatore completo è l'attenzione data al reparto portieri. Sotto la guida del responsabile Pietro Veglia, i bambini son seguiti da subito, con i martedì e mercoledì espressamente dedicati al ruolo. Ruolo che nei primi calci sperimenta tutta la squadra, visto che si cerca di dare la possibilità a tutti di sperimentare cosa voglia dire stare tra i pali, strada che poi sceglierà chi lo desidera. E le cose non potranno che migliorare, visto che nei progetti per l'espansione dei campi di allenamento, vi è un campetto dedicato esclusivamente all'allenamento degli estremi difensori di tutte le categorie. Con tanti spazi disponibili, viene da chiedersi se ci siano possibilità di vedere anche compagini femminili all'opera su questi campi. I responsabili ci assicurano che il calcio femminile è un mondo che il presidente Gandini vorrebbe ampliare all'interno dell'universo Chieri e si lavorerà a tal proposito, anche se la logistica non aiuta. Ma a tal proposito si spera che la presenza di una prima squadra femminile, che disputa il campionato di Eccellenza, possa essere una spinta affinché il movimento arrivi a comprendere anche le categorie delle più piccine. Possiamo dire di aver trovato qui a Chieri un mondo in fermento e sempre attivo, ricco di idee e alla ricerca di nuovi orizzonti e per chiudere a tal proposito, non possiamo esimerci dal ricordare la collaborazione per il camping dello scorso anno, con il Real Madrid, che ha dato ai ragazzi che si son mostrati più meritevoli durante l'evento di disputare uno stage per i blancos. Una gran bella opportunità per i giovani presenti e che si potrà ripetere questa estate, anche se i responsabili mantengono il riserbo sul nome del partner, assicurandoci però che anche questa volta sarà di assoluto livello.

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