INCLUSIONE SOCIALE - 450.000 euro destinati a 111 progetti sportivi nei territori più vulnerabili della città metropolitana di Torino: sono i numeri della prima edizione di “Sport senza Frontiere”, il bando promosso dalla Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Un intervento che parla soprattutto calcio e inclusione, con numeri importanti. Delle 219 candidature per oltre 1,5 milioni di euro richiesti, poco più della metà delle proposte è stata finanziata, premiando i progetti con maggiore impatto sociale, radicamento nei quartieri difficili e attenzione concreta alle fragilità.
Il bando ha dato priorità alle realtà attive in aree segnate da deprivazione socio-economica, carenze infrastrutturali e forte multiculturalità. Non solo: al centro ci sono stati bambini, ragazzi, famiglie in difficoltà e persone con disabilità, con l’obiettivo di abbattere le barriere - economiche e culturali - che spesso tengono lontano dallo sport. I progetti finanziati raccontano bene questa direzione.
DAL PALLONE GRATUITO ALLE BORSE DI STUDIO: IL CALCIO CHE INCLUDE
- Nel quartiere Rebaudengo, l’Accademia Rebaudengo con il progetto “Calcio Senza Frontiere” investirà in attrezzature e materiale sportivo, oltre a organizzare attività ricreative dedicate ai minori. Un aiuto concreto per garantire continuità e qualità agli allenamenti.
- Sempre nella stessa zona, Gar Rebaudengo con “REBA Città Futura Calcio” punta sulle borse di studio sportive: iscrizioni e assicurazioni coperte totalmente o parzialmente per permettere a tutti di scendere in campo, senza che la quota diventi un ostacolo.
- L’idea di rendere il pallone davvero accessibile si ritrova anche nel progetto “Un pallone per tutti e tutti per un pallone” di Rebaudengo Sempione, che offrirà gratuitamente sedute individuali di potenziamento tecnico a bambini e giovani atleti del quartiere.
STRUTTURE E MATERIALE: INVESTIRE NELLE BASI
- Non solo attività, ma anche infrastrutture. Il Collegno Paradiso utilizzerà il contributo per la ristrutturazione degli spogliatoi, un intervento fondamentale per garantire ambienti dignitosi e sicuri.
- L’Auxilium Valdocco, in collaborazione con l’oratorio San Francesco di Sales, acquisterà nuove divise da calcio (e pallacanestro).
- La Virtus Accademia Calcio con “Calcio per tutti” destinerà le risorse all’affitto della struttura e ai kit invernali per i ragazzi, così da non interrompere l’attività nei mesi più freddi.
INCLUSIONE VERA: AUTISMO, MSNA E TERZA ETÀ
- L’Atletico Volvera con “Autsider” proporrà un percorso sportivo personalizzato per bambini con diagnosi di autismo, affiancato da figure specialistiche.
- Sulla stessa linea il Borgo Vittoria Cit Turin, con “Diamo un calcio all’autismo”, in collaborazione con l’Associazione Terzo Tempo Calcio Per Tutti.
- Il progetto “Palla al centro, nessun escluso” del Centrocampo metterà al centro anche i minori stranieri non accompagnati (MSNA), creando un ambiente inclusivo in cui il calcio diventa linguaggio comune.
- C’è spazio anche per la terza età: FC Volpiano con “Benessere senza frontiere: movimento, mente e nutrizione” proporrà un percorso integrato di attività fisica, supporto psicologico ed educazione nutrizionale della durata di tre mesi.
- Infine, il progetto “Mercadante in Campo” del Dorina garantirà corsi base di calcio gratuiti per tutta la stagione sportiva, con un vero e proprio “Open Year” continuativo.
UN PUNTO DI PARTENZA
La selezione è avvenuta attraverso un iter rigoroso - dalla verifica di ammissibilità alla due diligence documentale - con criteri pubblici e trasparenti: qualità progettuale, capacità di rete, sostenibilità economica e rapporto costo/beneficio. Alla luce dell’alto numero di proposte valide, è allo studio un ulteriore stanziamento di risorse. Intanto, la prima edizione di Sport senza Frontiere lascia un segnale chiaro: nei quartieri più fragili, il calcio non è solo sport. È inclusione, opportunità e futuro.