INTERVISTA - Il calcio è solo un gioco. Certo. Ma dietro c'è tanta passione, lavoro, determinazione ed amore per la palla. E, ascoltando le parole di Beatrice Costardi, classe 2012 dell'Accademia Torino, tutte questo risuona forte. Nell'intervista rilasciata ad 11 Giovani, l'attaccante granata mette in luce l'ormai risaputa qualità del lavoro dell'Individual Soccer School: "Ci siamo focalizzati sui movimenti senza palla. Giordano si concentra soprattutto sulla mia testolina." Ma, oltre a ciò, regala anche qualche spunto per migliorare e continuare l'espansione del movimento femminile in Italia: "Credo che sia importante cominciare a vedere il calcio femminile come uno sport a sè e smetterla di paragonarlo a quello maschile. Un'idea per continuare la sua espansione potrebbe essere quella di introdurlo nelle scuole."
Ciao Beatrice, per chi non ti conosce, partiamo dalla tua presentazione: come e quando è nata la tua passione per il calcio, ora in che squadra giochi, in che ruolo giochi e che tipo di giocatrice sei?
"La mia passione per il calcio nasce da piccolissima, quando in braccio a papà cantavo: "Forza Pro". Poi, dopo aver iniziato con l'atletica, ho aspettato che a Vercelli, nella mia città, nascesse una squadra solo femminile e a 8 anni ho cominciato a giocare a calcio. Attualmente gioco nell'U15 dell'Accademia Torino. Sono un attaccante ma posso anche giocare più arretrata come trequartista."
Qual è la tua squadra del cuore e a quali giocatori o giocatrici ti ispiri maggiormente?
"Per l'amore di papà tifo l'Inter, ma per quarto riguarda il calcio femminile ammiro molto la Juventus. Mi ispiro a Pio Esposito, mentre nell'ambito femminile mi piace molto Sofia Cantore, attaccante degli Washington Spirit."
Parliamo di questa stagione. L’avvio di campionato è stato ottimo, quali sono i vostri obbiettivi come squadra e tu, come singola giocatrice, ti sei posta dei traguardi da raggiungere?
"La stagione è cominciata bene. È un anno molto intenso. Come obbiettivo di squadra ci siamo posti quello di vincere il campionato regionale e poi ovviamente vogliamo dare il massimo ed arrivare lontano in tutti i prossimi torneo che affronteremo. Per quanto riguarda me, voglio imparare sempre di più, crescere, migliorarmi e diventare una giocatrice completa. Poi ci sono anche dei sogni, ma meglio non rivelarli perché poi non si avverano. Io comunque voglio continuare a lavorare e crederci per far sì che quei sogni possano diventare un giorno realtà."
Il calcio femminile in Italia è in rapida ascesa. Lo segui in televisione? Hai delle idee per aumentarne lo sviluppo e la crescita?
"Sì, è vero, il calcio femminile è in grande crescita. Quando ho cominciato io a giocare era complicato pensare di poter disputare un campionato regionale, mentre oggi in Piemonte ci sono quasi 40 squadre. Credo che sia importante cominciare a vedere il calcio femminile come uno sport a sè e smetterla di paragonarlo a quello maschile. È fondamentale creare un'identità chiara del nostro sport e sicuramente un'idea per continuare la sua espansione potrebbe essere quella di introdurlo nelle scuole."
Passando all'Individual Soccer School, da quanto frequenti gli allenamenti? Con quali istruttori lavori?
"È il secondo anno che frequento le lezioni dell'Individual Soccer School. Prevalentemente mi alleno con Giordano Piras, ma anche con Enzo."
Su cosa vi state allenando in queste sedute e tu su cosa pensi di dover migliorare maggiormente?
"Ultimamente ci siamo focalizzati sui movimenti senza palla come l'attacco dello spazio e gli inserimenti, ma anche controllo palla e rapidità di esecuzione. Nel corso delle seduta calciamo molto spesso verso la porta. Giordano si concentra soprattutto sulla mia testolina cercando di darmi fiducia e di aiutarmi nella gestione delle mie emozioni."