Lunedì, 22 Aprile 2024

Denis Sanseverino: “Grazie al Chieri, ma resto al Lascaris: è una scelta di testa e di cuore”

Denis Sanseverino Denis Sanseverino

INTERVISTA - Il responsabile della scuola calcio bianconera: “Chieri e Lascaris sono società top, la differenza l’ha fatta l’affetto costruito in 11 anni passati insieme. Ora, insieme al presidente Gaeta, dobbiamo dare continuità al lavoro svolto e crescere ancora, con passione e programmazione”


Non sarà Denis Sanseverino a occuparsi della gestione tecnica della scuola calcio del Chieri e delle sue “estensioni” torinesi (qui i dettagli del progetto di Stefano Sorrentino): è ufficiale, infatti, la sua riconferma come responsabile della scuola calcio del Lascaris.

La conferma arriva direttamente dalla voce di Sanseverino: “Sì, rimango al Lascaris anche nella prossima stagione, anzi anche nelle prossime stagioni. È una scelta dettata da diversi motivi, ma prima di tutto una scelta di cuore. Il Lascaris è casa mia, è la mia famiglia, dopo 11 anni (con una parentesi di due stagioni al Lucento, ndr) non potrebbe essere diverso”.

Eppure, la proposta del Chieri ti ha fatto vacillare.

“Non posso negarlo, sono stato molto lusingato dalla proposta del Chieri, che è una grandissima società, con un presidente che ha fatto calcio vero e tanti dirigenti di altissimo livello, come Antonio Montanaro e Omar Cerutti. Hanno uno splendido impianto, una solida realtà e ancora tanta voglia di crescere. Non me ne vogliano tutte le altre, ma ritengo il Chieri una delle tre società migliori in Piemonte, insieme al Chisola e al Lascaris. Ci sono progetti seri, persone competenti e ambiziose, come al Lascaris. Per questo, ripeto, è stata una scelta di cuore, in cui l’affetto costruito in tanti anni ha prevalso su tutto il resto”.

Ancora Lascaris, quindi.

“Sì, e ne sono felicissimo. Io ho dato tanto al Lascaris, ma il Lascaris e il presidente Vincenzo Gaeta hanno dato tantissimo a me. Quando Gaeta ha preso la società, il livello non era quello di oggi: ha scelto le persone giuste, ha dato una linea chiara, ci ha messo passione e ambizione. E oggi, come detto, siamo al top: dobbiamo dare continuità al lavoro svolto nelle ultime stagioni e crescere ancora, è una sfida impegnativa che dobbiamo affrontare e vincere tutti insieme”.

Crescere in cosa, hai delle idee particolari?

“La filosofia di fondo è sempre la stessa, io gestisco l’attività di base con l’obiettivo di formare i ragazzi e farli crescere come giocatori, per poi mandarne il più possibile nel calcio professionistico, attraverso una metodologia di lavoro precisa. I risultati delle partite sono solo una conseguenza di questo tipo di approccio. Detto questo, possiamo crescere in tutto, senza l’ambizione di migliorare non si va da nessuna parte. Penso a inserire nuove figure a fianco di quelle che già abbiamo, a organizzare tornei di livello sempre più alto, a migliorare le strutture per esempio con una palestra. La prima squadra in Eccellenza è già un miglioramento importante. Idee, confronto, condivisione: con il presidente, Balice e tutti gli altri, dobbiamo pianificare il futuro del Lascaris, per crescere ancora”.

Ultima domanda, visto che parlavi di ragazzi mandati nel professionismo. Quest’anno chi c’è in lista?

“Non faccio nomi, è presto, ma ogni anno ne mandiamo in media 5 o 6 nel professionismo e quest’anno non sarà diverso. Anzi magari sarà qualcuno in più”.

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