Mercoledì, 22 Luglio 2026
Mercoledì, 22 Luglio 2026 15:55

Beppe Scienza racconta il suo Suno: “Territorio, meritocrazia, serietà: così abbiamo due squadre nell’élite e tanti ragazzi nel professionismo” In evidenza

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INTERVISTA - Più di 500 partite da professionista alle spalle, il presidente si prepara alla sua quinta stagione: “La soddisfazione più grande è mandare i nostri giocatori nel professionismo, traguardo immenso per loro e conferma della qualità del nostro lavoro. Affrontiamo l’élite con ambizione, abbiamo squadre forti e vogliamo fare qualcosa di clamoroso”. Ecco gli allenatori delle giovanili: Moreno Ruggeri in Under 16, Massimo Calleri (ex Accademia Borgomanero) in Under 15 ed Elia Guerra in Under 14


Alla sua terza vita calcistica, Beppe Scienza sta per iniziare la sua quinta stagione da presidente del Suno. È stato un ottimo giocatore, regista di qualità e sostanza, capace di collezionare ben 517 presenze e 49 gol nel professionismo, con le maglie di Cesena, Torino, Piacenza, Venezia, Reggiana, Reggina e Catania. Poi ha allenato per quasi vent’anni, partendo dalle giovanili di Pro Patria, Novara e Torino, quindi in giro per l’Italia, anche a Brescia, Cremonese e Alessandria, prima di chiudere alla Pro Vercelli.

Dal maggio 2022, è diventato proprietario del Suno, in provincia di Novara, una società diventata grande con la gestione della famiglia Rolfo, che ha poi vissuto un periodo difficile quando i vecchi proprietari sono andati alla Pro Vercelli, e ora sta tornando prepotentemente ai vertici del calcio regionale. Nella prossima stagione, il Suno presenterà due squadre nei gironi regionali élite: il 100 per 100, contando che non c’è ancora la categoria Under 17.

Presidente, state ottenendo risultati eccezionali, impensabili qualche anno fa.
“Sì, siamo molto soddisfatti. Abbiamo due squadre neli gironi regionali élite, siamo gli unici nella nostra zona e per noi è un vanto. Ma la cosa che mi dà più soddisfazione è il filotto di ragazzi che abbiamo mandato nel professionismo. Il 2011 Leonardo Mazzetti alla Virtus Entella, il 2012 Leonardo Rossi al Pisa, il 2013 Federico Chiesa al Torino, la 2017 Olivia Tremolada alla Juventus e il 2019 Matteo Ledda al Como. Senza dimenticare Daniel Ethan Colombo, esterno classe 2010, che avevamo dato all’Entella e ora è stato preso dal Parma”.

Dovrebbe essere questo il primo obiettivo di una società dilettantistica, no?
“È un traguardo immenso per loro, ma anche una grande conferma del valore e della crescita della nostra società. Vedere il loro talento riconosciuto da club così prestigiosi è la vittoria più grande per me e per tutto il nostro staff”.

Come ci siete riusciti, qual è il vostro segreto?
“Nessun segreto, semplicemente facciamo le cose seguendo i criteri del calcio, quelli che ho imparato in 40 anni di esperienza sul campo, prima come giocatore e poi come allenatore: meritocrazia, lavoro puntiglioso, serietà. Magari così non accontenti tutti, ma i risultati arrivano”.

La base è un lavoro meticoloso sul territorio.
“Sì, qui non abbiamo una grande città, un grande bacino. Dobbiamo andare a prenderci i ragazzi nei paesini, uno per uno. Abbiamo quattro pulmini, che coprono Vercelli, Novara, la Val d’Ossola e la Val Sesia. Sono spese importanti per una società come la nostra, ma alla fine sono investimenti che fruttano”.

Com’è strutturata la tua società?
“È una società di famiglia, in senso letterale. Dopo l’esperienza poco positiva con la Pro Vercelli, non ho più allenato, anche se di richieste ne avevo e la voglia ci sarebbe anche. Ma ho fatto una scelta per la mia famiglia, quando ho preso il Suno: io seguo tutti gli aspetti di campo, mia moglie cura la parte burocratica e logistica, ho coinvolto anche mio figlio. Così siamo snelli e veloci nelle decisioni. Oltre a noi, c’è un responsabile scouting, Andrea Medina, e un responsabile degli eventi, Marco Minzaghi, mente i contatti con le professioniste li curo io. E ho un gruppo di allenatori straordinari, legati sentimentale alla società, sono loro i miei aiuti. Basta, al momento non abbiamo bisogno di altre persone”.

Parlaci degli allenatori, allora.
“Sono tutti allenatori del territorio, con me da tanti anni, C’è qualcuno più esperto e ci sono ragazzi giovani nell’attività di base. Sono davvero fortunato a lavorare con loro, insieme ai preparatori atletici e dei portieri fanno un lavoro eccezionale, dentro e fuori dal campo”.

Facciamo i nomi?
“Certo. Per quanto riguarda il settore giovanile, Moreno Ruggeri in Under 16, Massimo Calleri - l’unico nuovo, era all’Accademia Borgomanero - in Under 15, Elia Guerra in Under 14. Nella scuola calcio, Daniele De Giorgi ai 2014, Mattia Velata, che aveva i 2012, ai 2015, Alex Pecoraro ai 2016, Ivan Limbiati ai 2017, Massimo Colla ai 2018, Pablo Rosano ai 2019 e Davide Zanoni ai 2020”.

Quanti tesserati avete?
“Circa 160 tesserati. Noi facciamo un gruppo solo per annata, e nella scuola calcio non sono gruppi numerosi, così giocano di più”.

Ultima domanda. Con quali aspettative, con quali obiettivi affrontate i gironi élite?
“Devo dire che abbiamo squadre molto forti, sono veramente soddisfatto del lavoro che stiamo facendo, per cui sono fiducioso. Come obiettivo, vogliamo stare nella parte alta nella classifica. Ma sappiamo che, se vogliamo far parlare di noi, dobbiamo fare qualcosa di clamoroso…”

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Luglio 2026 16:04

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