Sabato, 20 Luglio 2024

Aiden "Frey" Petullà danza tra i pali. Nel segno di Ter Stegen e sognando la sua Juventus

CRESCERE DIVERTENDOSI - Tra Accademia Torino e Keeplay Professional Soccer School, Aiden Petullà impara in un ambiente sereno che lo valorizza e lo fa felice. Tra campionato e allenamenti individuali, le parole di un portiere in erba entusiasta delle esperienze che sta vivendo.
 


Il portiere è forse il ruolo più delicato per un calciatore e l'evoluzione avvenuta nel corso del tempo ha reso sempre più necessaria una preparazione certosina in ogni componente del gioco.
Aiden Petullà, fresco di decimo anno appena compiuto, sta percorrendo questa strada, supportato da una società dove si trova molto bene e dai professionisti della KPSS di Fabrizio Capodici. Ma lasciamo che sia lui stesso a raccontarsi.

"Ho iniziato a giocare nel Lucento, poi sono passato al Venaria e ora sono qui all'Accademia Torino, dove mi sto divertendo tantissimo a giocare in campionato. Sono mancino e all'inizio giocavo a sinistra, poi in attacco. Ho iniziato a fare il portiere al parco con mio fratello: stavo in porta e mi trovavo bene. Quindi abbiamo chiesto di provare a farmi giocare tra i pali e ora sono un anno e mezzo che difendo la porta".

Qual è il tuo punto forte?
"Sono molto bravo nei tuffi sulla sinistra".

Come ti trovi alla Keeplay Professional Soccer School?
"Mi piace tantissimo. Ho iniziato a gennaio e spero di continuare per tanto tempo ancora. Sono tutti bravissimi e gentilissimi e mi trovo molto bene con tutti gli allenatori. Il mio preferito è Simone Capodici, con lui mi alleno quasi ogni giorno e mi piace come spiega le cose. Gli allenamenti nella scuola sono i miei preferiti, perché posso concentrarmi solo su di me. Ora stiamo lavorando su tante cose, mi hanno insegnato come buttarmi sulla destra, nelle uscite alte di pugno e nella tecnica. Come mettere i piedi prima di una parata, nelle prese. Mi hanno anche dato un soprannome, Sebastien Frey, per i miei capelli".

C'è un portiere che ti piace più degli altri?
"Si, Ter Stegen del Barcellona. E' fantastico quando fa le parate sotto l'incrocio".

Invece la squadra del cuore?
"La Juve!"

Sogno nel cassetto?
"Giocare nella Juventus sarebbe bellissimo. Ora spero di migliorare ancora tanto e diventare più forte di Fabrizio".

La gioia di Aiden è contagiosa e si riflette anche nelle parole di papà Giuseppe.

"Abbiamo conosciuto Fabrizio e Simone Capodici quando eravamo al Venaria e ormai sono di famiglia. Sono bravissime persone che hanno creato una scuola di altissimo livello. Grande professionalità, organizzazione perfetta, sempre disponibili e pronti a dispensare consigli. Hanno formato un team giovane che lavora su tutti gli aspetti del gioco, sulle basi, con attenzione alla preparazione atletica e alla tecnica con i piedi, ormai importantissima anche per i portieri. Hanno messo a disposizione un pulmino per chi avesse problemi nel trasporto dei ragazzi. Sono fantastici e si vede dal fatto che Aiden va a giocare ed allenarsi sempre con il sorriso. E' il più piccolo tra coloro che si allenano, ma non ha avuto difficoltà ad ambientarsi, avendo il supporto di tutti. E' anche importante per lui stare accanto a giocatori così forti. Ad esempio a Caselle divide il campo con il portiere della Juve Under 16. Siamo felicissimi di questa esperienza".

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