Giovedì, 18 Luglio 2024

Individual Soccer School / Interviste - Michael Schopfer, regista del Lascaris 2009, e Giorgio Micari, bomber del Cenisia 2011

Michael Schopfer e Giorgio Micari Michael Schopfer e Giorgio Micari

ALLA SCOPERTA DEI TALENTI ISS - Il centrocampista bianconero: «Con l’ISS mi sto concentrando sulla gestione della palla in mezzo al campo. Enzo Friso e Roberto Cellerino i miei allenatori più importanti». Il mancino delle violette: «Con l’ISS sono migliorato in tutto: nel controllo di palla, negli stop, nel tiro, anche nelle rovesciate»


MICHAEL SCHOPFER: «IL MIO PUNTO DI FORZA È GIOCARE A UN TOCCO»

Presentati: nome, cognome, annata, ruolo.
«Michael Schopfer, nato il 25 giugno del 2009, gioco centrocampista al Lascaris».

Raccontaci brevemente la tua carriera.
«Ho iniziato a giocare all’Ivrea all’età di 8 anni, dopo due anni sono passato al Lascaris, dove sono rimasto tre stagioni, due giocando a 9 e una giocando a 11. Quest’anno sono passato alla Strambinese, ma dopo mezza stagione sono tornato al Lascaris».

Che tipo di giocatore sei?
«Mi piace gestire il centrocampo, inventare e organizzare il gioco della squadra».

C'è un professionista a cui ti ispiri?
«Del Piero».

I tuoi punti di forza e punti deboli.
«Il mio punto di forza è giocare a un tocco, per riuscirci devo usare la testa, essere sempre lucido. Devo migliorare nel breve, perché quando mi trovo davanti un avversario rapido faccio fatica a mettere il piede e prendere la palla».

Secondo te qual è la componente più importante per sfondare nel calcio: il fisico, la tecnica, le giuste occasioni o la fortuna?
«Serve tutto».

Chi sono gli allenatori più importanti che hai avuto.
«Enzo Friso e Roberto Cellerino».

Perché hai scelto di frequentare l'ISS?
«Per migliorarmi tecnicamente».

Da quanto tempo ti alleni con l’ISS e su quali aspetti ti stai concentrando?
«Da tre anni, ho lavorato e sono migliorato su tutti gli aspetti del calcio. Ora ci stiamo concentrando sulla gestione della palla a centrocampo».

Trovi di essere migliorato? In cosa?
«Sì, in tutto».

Ultima domanda, i tuoi obiettivi nel mondo del calcio.
«Mi piacerebbe giocare nel professionismo, anche se ci sono tanti ragazzi che pensano la stessa cosa. Vorrei raggiungere l’obiettivo di sfondare, per poi darmene un altro e migliorami sempre».

 

GIORGIO MICARI: «MI ISPIRO A MESSI, VOGLIO VINCERE ALMENO DUE PALLONI D’ORO»

Presentati: nome, cognome, annata, ruolo.
«Giorgio Micari, sono nato il 25 marzo 2011, faccio l’attaccante».

Raccontaci brevemente la tua carriera.
«A 5 anni ho iniziato a giocare a calcio nell’Auxilium Valdocco, società oratoriale, poi sono stato due stagioni allo Spazio Talent Soccer, una al Lascaris e ora gioco al Cenisia».

Che tipo di giocatore sei?
«Sono veloce, bravo a dribblare. E sono mancino».

C'è un professionista a cui ti ispiri?
«Messi, perché ha le mie qualità. Mi piacerebbe diventare come lui».

I tuoi punti di forza e punti deboli.
«Punti di forza, come dicevo, la velocità e il dribbling. Aggiungo il tiro in porta e la cattiveria agonistica. Punti deboli… ogni tanto forzo le giocate ed esagero».

Secondo te qual è la componente più importante per sfondare nel calcio: il fisico, la tecnica, le giuste occasioni o la fortuna?
«Tutte».

Chi sono gli allenatori più importanti che hai avuto e perché.
«Mio padre, quando mi allenava all’Auxilium mi ha insegnato tutte le basi del gioco del calcio E poi Roberto Virga, che mi ha allenato all’STS, e Mattia Rossi, il mio mister del Cenisia. E ovviamente tutti gli istruttori dell’Individual Soccer School».

Perché hai scelto di frequentare l'ISS?
«Per migliorare».

Da quanto tempo ti alleni con l’ISS e su quali aspetti ti stai concentrando?
«Da due anni, lavoriamo sulla tecnica: stop e ripartenza, la gestione delle palle alte, ora mi sto concentrando sulle finte».

Trovi di essere migliorato? In cosa?
«Si, nel controllo di palla, negli stop, nel tiro, in tutto. Anche nelle rovesciate».

Ultima domanda, i tuoi obiettivi nel mondo del calcio.
«Vorrei giocare per la Nazionale e vincere un Europeo e un Mondiale. Vorrei vincere almeno due Palloni d’oro, e anche la Scarpa d’oro naturalmente».

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Dicembre 2023 15:31

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