Lunedì, 22 Aprile 2024

Gregory Leperdi, atleta paralimpico: "Lo sport è passione e divertimento, con l'allenamento si esprime il meglio di sé"

In breve, raccontaci di te.

Mi chiamo Gregory Leperdi. Nel 2018 ho terminato la mia carriera di hockeista su slittino. Sono sempre stato uno sportivo: da ragazzo praticavo soprattutto il basket; al tempo stesso mi piaceva mettermi in gioco con diversi sport: tennis, calcio e snowboard. All'età di venticinque anni sono stato vittima di un incidente molto grave a causa del quale ho perso la mia gamba sinistra. Dopo l'incidente ho ricominciato a fare attività grazie ad una protesi che mi ha permesso in un primo tempo di cimentarmi nell'atletica (ottenendo anche record nel lancio del giavellotto e nel pentathlon) e, in seguito, a intraprendere la strada del para-ice-hockey. Nel 2006 ho preso parte alle Paralimpiadi invernali di Torino indossando la maglia della Nazionale italiana: da quel momento la mia lunga avventura "su ghiaccio" ha visto la conquista di quattro titoli nazionali e la partecipazione a quattro Europei (ottenendo un oro e un argento), sei campionati Mondiali e quattro Paralimpiadi.

Dopo l'incidente, qual è stata la "spinta" che ti ha dato la forza di andare avanti e percorrere la strada dello sport?

È stata fondamentale la vicinanza della mia famiglia, dei miei amici e in particolare di mio fratello che mi ha fatto scoprire cosa erano in grado di fare gli atleti muniti di protesi: ho iniziato così a immaginarmi di fare attività sportiva. Dopo l'incidente, uno dei primi sport che ho praticato è stato lo snowboard (di cui, fin da ragazzo, son stato un grande appassionato). Inizialmente ho trovato numerose difficoltà, tuttavia grazie a una particolare protesi non ancora sul mercato ho avviato un percorso che mi ha portato in primo luogo a testare questo apparecchio e, in seguito, a contribuire alla sua messa in commercio. Successivamente ho iniziato a vedere se vi erano gare: all'epoca lo snowboard non era ancora considerato disciplina paraolimpica; ho iniziato così a contattare persone in Canada, Australia e Nuova Zelanda. In questo modo ho dato il via alle prime competizioni: penso che tutto ciò abbia contribuito alla creazione della relativa disciplina paraolimpica, nel 2014.

Persone come te hanno portato un radicale cambiamento nello sport degli atleti con disabilità: qual è il messaggio che ti senti di dare ad un ragazzo, disabile e non, che inizia a praticare una attività sportiva?

Il messaggio da far passare è che lo sport è soprattutto divertimento. Il consiglio che mi sento di dare è quello di provare discipline diverse, cercando quella che più si addice e permette di sentirsi bene. Lo sport - al pari della meditazione, della musica e dell'arte - è un mezzo per sentirsi meglio, un momento dove la quotidianità sparisce lasciando spazio al solo divertimento. Bisogna cercare la propria passione: provando e sperimentando si trova la strada.

Quale sport senti più tuo?

Ho praticato numerosi sport e ogni volta li ho sentiti tutti miei. Quello che mi ha regalato più emozioni e risultati è stato l'hockey su ghiaccio: mi ha permesso di rappresentare la mia nazione dandomi la possibiltà di partecipare a manifestazioni.

Tu conosci bene l'allenamento e i sacrifici che lo sport richiede. Il nostro Centro di Formazione cerca di infondere nei bambini la cultura del lavoro e la disciplina: quale consiglio puoi darci per migliorare la nostra efficacia?

Sono convinto che allenamento, sacrificio, dedizione e voglia di migliorare siano fondamentali: la testa può fare la differenza, bisogna volerlo. L'obiettivo che ogni sportivo deve porsi è quello di tirar fuori il meglio di sé e non importa se non si arriva al traguardo prefissato: se si è fatto il possibile non si devono avere rimpianti, va bene lo stesso!

Quali progetti hai per il tuo prossimo futuro?

Voglio introdurre la disciplina del para-standing-tennis, una variante del tennis dedicata a chi pur avendo disabilità fisiche è in grado di muoversi e giocare senza carrozzina. Ad oggi l'unica disciplina paraolimpica è su sedia a rotelle, tuttavia vi sono numerosi atleti che giocano stando in piedi ma ne sono esclusi perché privi di un braccio.

LA CARRIERA

Gregory Leperdi è un ex hockeista su slittino nato in Francia, ma naturalizzato italiano. Con la Nazionale ha disputato tutte le edizioni dei tornei ufficiali dall'esordio degli azzurri nel 2005; quattro edizioni dei campionati europei, sei dei campionati mondiali e quattro edizioni dei giochi paralimpici invernali.

Ultima modifica il Lunedì, 03 Aprile 2023 15:55

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