Domenica, 19 Luglio 2026
Venerdì, 17 Luglio 2026 14:23

«Il giocatore è al centro del progetto»: la visione di Giovanni Serao per il settore giovanile della Pro Vercelli In evidenza

Scritto da Denis Lauriola

INTERVISTA - Il direttore sportivo del settore giovanile della Pro Vercelli, Giovanni Serao, racconta il lavoro svolto in questi mesi, la riorganizzazione del vivaio, la scelta dello staff tecnico e gli obiettivi per il futuro. Al centro del progetto ci sono i giovani, la crescita umana e tecnica e un ambiente capace di valorizzare i talenti del territorio.


Direttore, che sensazioni sta vivendo in questa nuova esperienza alla Pro Vercelli?
«Sono molto motivato. Ho trovato una società che crede realmente nel settore giovanile e mi ha dato la possibilità di mettere al centro del progetto il giocatore, che è sempre stata la mia priorità. L'obiettivo è costruire un percorso di crescita in cui ogni ragazzo possa essere seguito nel migliore dei modi».

Qual è stato il primo lavoro svolto dal suo arrivo?
«Abbiamo avviato una riorganizzazione importante. Stiamo costruendo gruppi con un massimo di 22-23 giocatori per squadra, così da poter lavorare con maggiore qualità. Nell'attività agonistica abbiamo rinforzato tutte le annate intervenendo nei ruoli in cui c'era bisogno, mentre nell'attività di base abbiamo organizzato Open Day per individuare i migliori giovani del territorio».

Dove ritiene ci sia ancora margine di crescita?
«Siamo cresciuti molto nelle categorie vicine all'attività agonistica. Ora dobbiamo lavorare soprattutto sui più piccoli, facendo avvicinare sempre più bambini di Vercelli alla Pro Vercelli. È importante che il club diventi un punto di riferimento per il territorio».

Ha rinnovato profondamente anche lo staff tecnico. Qual era l'obiettivo?
«Ho cercato di creare un gruppo giovane, preparato e motivato. Dello staff precedente sono rimasti soltanto due allenatori, mentre gli altri li ho scelti tra persone conosciute durante il mio percorso professionale, dalla Juventus alle esperienze successive. Volevo costruire un ambiente ricco di entusiasmo e competenze».

Quanto conta il rapporto umano nel settore giovanile?
«Conta tantissimo. La professionalità è fondamentale, ma prima di tutto bisogna creare un ambiente sereno, dove ci siano sorrisi, armonia e voglia di confrontarsi. Il direttore non deve imporre regole dall'alto, ma essere un sostegno per gli allenatori. Preferisco che mi venga detta una verità scomoda piuttosto che scoprire i problemi troppo tardi».

Al suo fianco ci sarà anche Eric Helmas. Quanto sarà importante il suo contributo?
«Eric è una persona di grande esperienza. Ha giocato e lavorato in realtà importanti e rappresenta una figura preziosa. Ogni giorno cerco di imparare qualcosa da lui. Tra noi si è creato un rapporto molto forte, basato sulla stima e sull'amicizia».

Avete introdotto novità anche nello scouting?
«Sì. Abbiamo creato una rete scouting che prima non esisteva. Alcuni collaboratori seguono costantemente il territorio e ci segnalano i ragazzi più interessanti. Vogliamo individuare i migliori talenti e offrire anche un servizio importante alle famiglie».

Come sarà organizzato lo staff tecnico del settore giovanile?

«Ogni formazione avrà uno staff completo composto da allenatore, vice allenatore, preparatore atletico e preparatore dei portieri. Anche nell'attività di base abbiamo deciso di investire molto. Soltanto nei Piccoli Amici sarà presente un unico allenatore. La società ha creduto in questo progetto e ci ha dato la possibilità di mettere a disposizione dei ragazzi tutte le figure necessarie per lavorare al meglio».

Chi guiderà le varie squadre nella prossima stagione?
«La Primavera sarà affidata ad Abdoulay Konko. L'Under 17 sarà allenata da Matteo Fissore, l'Under 16 da Domenico Alessandria, l'Under 15 da Fabrizio Viassi e l'Under 14 da Gullotta. Il preparatore dei portieri sarà Vallacchi. Tutti gli staff saranno completati con le figure tecniche necessarie».

Siete soddisfatti anche del lavoro svolto sul mercato dei giovani?
«Sì. Grazie anche ai rapporti costruiti nel mio percorso professionale siamo riusciti a portare diversi ragazzi interessanti. Preferisco non fare nomi, ma ci sono cinque o sei giovani che, a mio avviso, hanno le qualità per arrivare un giorno nel calcio professionistico. Adesso il nostro compito sarà accompagnarli nella loro crescita».

Qual è il suo obiettivo per il futuro del settore giovanile della Pro Vercelli?
«Vogliamo costruire un ambiente sano, dove ragazzi, allenatori e famiglie si sentano parte di un unico progetto. Se riusciremo a far crescere i giovani, sia dal punto di vista tecnico sia da quello umano, avremo raggiunto il nostro obiettivo. Il risultato più bello sarà vedere sempre più giocatori della Pro Vercelli arrivare nel calcio professionistico».

Ultima modifica il Venerdì, 17 Luglio 2026 14:38

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