Sabato, 20 Luglio 2024

Atletico Mirafiori - Claudio Ivaldi: “Impegno, divertimento e una metodologia unica per rilanciare la Scuola calcio”

INTERVISTA - Parola al giovane responsabile: “È una società fatta di ottime persone, tutti uomini di calcio che hanno un obiettivo comune: fare le cose bene ma con calma. Dobbiamo crescere nei numeri, ma la qualità del lavoro porta i risultati”


Claudio Ivaldi, classe ‘85, laureato scienze motorie, con già una quindicina di anni di esperienze in panchina, ora responsabile della Scuola calcio. A lui è affidata la crescita del vivaio dell’Atletico Mirafiori (del presidente Luciano Ferramosca), come si chiama la Scuola calcio in strada delle Cacce, mentre dal Settore giovanile in su c’è il Moderna Mirafiori (del patron Riccardo De Maglianis): due società ancora distinte che, un domani, potrebbero diventare una società unica.

Claudio, raccontaci la tua carriera, ancora giovane ma già molto ricca.

“Ho iniziato ad allenare 15 anni fa, mentre ancora giocavo, nella società della Bruinese, su proposta di Lorenzo Verduci. Ho iniziato affiancando un allenatore e ho avuto la fortuna che fosse uno bravo come Piero Stefani, che oggi lavora alla Sisport: con lui ho fatto le prime esperienze a livello metodologico, con Primi calci e Piccoli amici. Da lì sono andato al Bacigalupo, dove sono rimasto sei anni, prima come preparatore atletico, poi come istruttore di Scuola calcio. Anche lì sono cresciuto molto con il direttore tecnico Maurizio Pasqualini, istruttore di enorme esperienza, per me è stato un altro passo in avanti fondamentale dal punto di vista organizzativo e gestionale, ma anche e soprattutto tecnico. Al Baci ho anche iniziato con il Settore giovanile, con i 2005 nei provinciali, poi con i 2006 regionali. Era il 2020, poi è scoppiata la pandemia e si è interrotto tutto. Anche la stagione seguente, al Kl Pertusa, di fatto non è mai esistita. Nel frattempo, con il corso Uefa B, ho completato la mia formazione di allenatore”.

Da questa estate hai sposato questo nuovo progetto.

“Sì, ho accettato con entusiasmo la loro proposta anche perché mi dava la possibilità di crescere e confrontarmi con un ruolo nuovo, come responsabile della Scuola calcio. Conoscevo già molti degli istruttori e dei ragazzi, quindi mi sono trovato subito a mio agio. È una società fatta di ottime persone, tutti uomini di calcio che hanno un obiettivo comune: fare le cose bene ma con calma, senza correre, un passo per volta, sempre basandosi sul dialogo reciproco. Ci sono le difficoltà naturali dovute alla nascita di una nuova società e all’unione di persone che arrivano da esperienze diverse. Ma il cielo è sereno”.

E come ti trovi come responsabile della Scuola calcio?

“Una responsabilità così importante mi ha motivato, sono orgoglioso di essere io a prendere le decisioni per un settore nevralgico come la Scuola calcio, che deve essere il futuro della società. Questo è l’anno zero, siamo una piccola realtà, ma vogliamo fare le cose per bene, crescere e migliorare. Da un lato devo coordinare il lavoro di tutte le squadre, dall’altro far crescere gli istruttori, che sono tutti giovani, dal punto di vista tecnico e metodologico. Ci deve essere una linea comune, io sono sempre in campo per riuscire a trasmetterla”.

Una linea comune basata su che principi?

“Prima di tutto curiamo la parte atletica e coordinativa: in questa fascia di età, dobbiamo formare piccoli atleti prima di piccoli calciatori. Per capirci, se un bambino non corre bene, difficilmente giocherà bene con il pallone. Poi l’intensità, data dagli esercizi e dalle motivazioni, andando avanti per piccoli obiettivi individuali e di squadra. I ragazzi in campo si devono divertire e appassionare, e anche i genitori devono avere il piacere di fermarsi a guardare gli allenamenti: questo vuol dire che in campo si lavora bene. Così si ottengono i risultati”.

Di che numeri parliamo?

“Numeri bassi, per ora. Abbiamo una mista di Esordienti 2009-2010, con anche due ragazzine, una mista di Pulcini 2011-2012, ognuna con una ventina abbondante di giocatori: qui l’obiettivo è creare due categorie distinte fin dalla prossima stagione. Poi abbiamo un gruppo di bambini dai 2013 in giù, farli lavorare tutti insieme è una bella sfida, anche qui dobbiamo crescere”.

Parlaci dello staff.

“Luca Blandi segue i Piccoli Amici, insieme due ragazzi della Juniores, Gabriele Familiari e Cosimo Marzio. Poi Francesco Faggio, con la sua grande esperienza, si sdoppia tra la squadra Esordienti e quella Pulcini. Ci aiuta anche una ragazza, Greta Laganà. E anche io sono sempre in campo. L’obiettivo è dare presenza, i ragazzi sono sempre seguiti e direzionati, tutti insieme o divisi in gruppi, con tante figure di riferimento ma un’unica metodologia”.

Un’ultima battuta sul torneo Ale&Ricky, che si giocherà dal 14 maggio al 19 giugno, con le annate 2006 e 2009.

“Un torneo prestigioso, importante, che vogliamo rilanciare alla grande. Sarà un banco di prova altrettanto importante per le nostre squadre e anche, a livello organizzativo, per tutta la società”.

 

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