Mercoledì, 29 Marzo 2023

Tatiana Zorri, nuova responsabile dell'ISS Women: "Dominio della palla e gioco veloce"

Ciao Tatiana, sei partita dal campetto di Isola del Liri, in provincia di Frosinone, per arrivare al Campionato del Mondo con la Nazionale italiana e allo Scudetto con la Lazio: due parole per descrivere questo tuo formidabile percorso.

Il mio percorso è stato straordinario anche grazie al fatto di aver conosciuto allenatori e preparatori di livello che mi hanno insegnato le malizie giuste per diventare una grande calciatrice; ovviamente dietro al successo vi sono stati tanti sacrifici e dedizione da parte mia. Arrivare al Mondiale è il sogno di tutti i bimbi - femmine e maschi - che iniziano a praticare questo sport.

Calcio femminile: il cambiamento a livello mediatico è sotto gli occhi di tutti, basti pensare che Uefa Women’s Euro 2022 è stato trasmesso in tutto il Mondo è seguito da 365 milioni di spettatori in tv, e in streaming. Cosa è mutato invece a livello tecnico?

A livello tecnico vi sono stati molti cambiamenti: finalmente si curano aspetti tecnici nello specifico come per esempio la tecnica di base, la tecnica funzionale e, soprattutto, la tecnica individuale. Ne è esempio il fatto che sono nate molte scuole di calcio individuale per curare questi aspetti a livello del singolo, nell’ottica di integrare l'individuale e collettivo.

La crescita esponenziale del movimento calcistico femminile sta consentendo a molte bambine di inseguire il proprio sogno fin da piccole, all’interno di organici totalmente in rosa. Un tempo non era così: cosa hanno rappresentato per te i primi anni passati a giocare con i maschietti? Sono stati un vantaggio?

Il mio percorso è stato diverso: da bambina ho sempre giocato con i miei fratelli, con mia sorella e con altri bambini nei campetti di zona; la prima vera squadra è stata femminile, avevo 10 anni e sono andata direttamente in prima squadra dato che la società non aveva un settore giovanile. In generale, penso che aver giocato da bambina con i maschi sia stato un vantaggio: all’epoca il livello del calcio femminile non era alto e con i maschi miglioravi la velocità di esecuzione.

Sei stata una centrocampista di qualità, hai indossato la maglia numero 10 della Nazionale e ora siedi in panchina. Quanto è importante la parte tecnica nelle tue sedute di allenamento? E in gara? Come riesci a trasmettere questa componente alle tue giocatrici?

Sono molto appassionata di tecnica e tattica e nelle sedute di allenamento le curo moltissimo. Mi piace trasmettere alle mie giocatrici l'importanza di gestire il gioco tramite un corretto dominio e controllo della palla e una esecuzione veloce della giocata.

Nel calcio di oggi (soprattutto in Italia) prevalgono fisicità, tattica e velocità di pensiero. Può essere realizzabile il sogno di un “sistema calcio” che metta nuovamente al centro il dominio e la gestione del pallone?

Certo che possa essere attuabile ma bisogna crederci e bisogna credere nel lavoro che porta a questo risultato. Nell'immediato può sembrare un lavoro pieno di difficoltà, tuttavia con il tempo dà i suoi frutti.

La nostra esperienza in Australia (nazione ospitante dei Mondiali 2023) ci ha permesso di scoprire un mondo in cui il calcio femminile è al centro di tutto il movimento sportivo: staff di professionisti, centri di formazione e appeal a livello mediatico hanno fatto sì che il numero di atlete praticanti questo sport sia cresciuto negli anni. Cosa ci separa da queste realtà? Pensi che la nascita di ISS Women possa contribuire a colmare parte di questo gap?

Da queste realtà ci separano anni di lavoro e scarsi investimenti da parte dei nostri vertici che per molto tempo sono stati assenti; inoltre, penso che avere staff professionali, ben preparati e aggiornati, faccia la differenza nel far crescere il livello. In questo senso ISS Women cercherà di aiutare a colmare il gap attraverso una preparazione rigorosa delle istruttrici e degli istruttori.

Per noi la nascita di ISS Women rappresenta il fiore all’occhiello della stagione 2022/23: che valore può avere la presenza di un centro di formazione a livello nazionale per la crescita delle giovani calciatrici?

ISS Women ha come obiettivo - e in questo senso mi auguro che possa essere un punto di riferimento - aiutare le giovani calciatrici a colmare le piccole lacune e a curare quei dettagli che non sempre possibile correggere quando si è in gruppo con tutta la squadra.

Sei la nuova responsabile di ISS Women, come intendi approcciare questo ruolo?

Sono molto contenta e onorata di entrare a fare parte di ISS Women e non vedo l'ora di iniziare. Sento una grande responsabilità verso questo ruolo e mi impegnerò al massimo per trasmettere le mie conoscenze e cura del dettaglio agli istruttori e alle ragazze. È importante far raggiungere la consapevolezza dei propri mezzi e una mentalità vincente ma questo si ottiene attraverso il raggiungimento di piccoli obiettivi positivi che fortifichino la loro consapevolezza.

Infine, cosa ti ha portato a diventare nostra allieva all’età di 30 anni? È vero che non si smette mai di imparare?

Ho iniziato a frequentare ISS Women a 30 anni perché a quell’epoca giocavo fuori sede e avevo la necessità di allenarmi i primi giorni della settimana. Ho scoperto un “mondo" altamente professionale che ha saputo migliorarmi e correggere alcuni miei gesti tecnici come nessuno aveva mai fatto nonostante i tanti anni di esperienza come calciatrice ad alti livelli. Ho migliorato la presa di decisione in base alle diverse situazioni in campo e ricordo di essere rimasta stupita di come alla mia età avessi ancora margini di miglioramento… Quindi non bisogna mai scoraggiarsi.

LA CARRIERA

Tatiana Zorri è la nuova responsabile di ISS WOMEN. Ha fatto parte della Nazionale italiana che ha partecipato al Campionato mondiale nel 1999 e ai Campionati europei nel 2001, nel 2005 e nel 2009, vestendo la maglia azzurra in 155 incontri e realizzando 22 reti.

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Ultima modifica il Venerdì, 10 Febbraio 2023 08:27

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